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Al via la 2^ Edizione del Concorso Letterario "L'Officina:Idee per la cultura"
Prende il via la 2^ edizione del concorso letterario di poesia a cura dell'associazione “L‘Officina: Idee per la Cultura”.

Il concorso si divide in tre sezioni, tutte a tema libero:

  1. lingua italiana;
  2. lingua dialettale calabrese;
  3. poeti in erba, riservata a bambini e ragazzi fino a 14 anni  (compiuti alla data 31 luglio 2010).

I componimenti non devono superare i cinquanta versi.

Possono essere presentate al concorso solo composizioni inedite.

Ogni concorrente può presentare un solo componimento, pena l’esclusione del concorso.

Gli elaborati devono essere presentate in sei copie, cinque anonime,  la sesta recante anche:
• dati  anagrafici  (nome,  cognome,  data  di  nascita,  indirizzo)  recapito  telefonico  ed  eventuale indirizzo email;  
• titolo componimento e  indicazione della sezione di concorso  
• per  la  partecipazione  alla  sezione  bambini  e  concorrente  minorenne  deve  essere allegata  l‟autorizzazione di un genitore (o di chi ne fa le veci).

La partecipazione al concorso è aperta a tutti e gratuita.

Il  plico, così  completato, deve  essere  inviato  tramite  posta,  al  seguente  indirizzo: Associazione  “L‟Officina:  Idee  per  la  Cultura”,  c/o  “Bar  del  Corso  –  Via  Gregorio Staglianò  –  88064  Chiaravalle  Centrale  (Cz),  o  consegnato  a  mano  allo  stesso indirizzo (si precisa che non farà fede il timbro dell'ufficio postale accettante).
Gli  elaborati  possono,  inoltre,  essere  inviati    per  posta  elettronica  all‟indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .  Al  messaggio  dovranno  essere  allegati  due  files,  uno con  il solo testo della poesia, l'altro con testo e  i dati anagrafici su indicati.

Gli elaborati dovranno pervenire all‟Associazione entro il 5 agosto 2010.

Per informazioni scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

scarica il bando integrale

(Lunedì, 12 luglio 2010)


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Una cerimonia a misura d'uomo

Ieri abbiamo assistito ad una meravigliosa cerimonia d'apertura dei mondiali di calcio di Sud Africa 2010. Una cerimonia a misura d'uomo e controcorrente. Abituati ormai alle più recenti inaugurazioni di olimpiadi e mondiali super tecnologiche e piene di effetti speciali, forse siamo rimasti un po' stupiti di fronte alla semplicità di uno spettacolo che ha riportato al centro del palcoscenico le persone e i colori di un continente pieno di contraddizioni, ma magnifico. Si, gli effetti speciali della manifestazione di ieri sono stati esclusivamente gli uomini e le donne e i loro vivaci e fantastici colori. Uomini e donne dai corpi "normali" e di tutte le "taglie", non palestrati e super atletici, che hanno cantato e ballato con ritmo e gioia e anche con un pizzico di "disordine". E che bella poi la rappresentazione della voglia di riscatto di un intero continente, quando al centro del campo sono stati eretti contemporaneamente i colori della squadre africane che giocheranno al mondiale. Insomma, veramente una grande festa e chissà se tra un mese potremo assistere anche alla prima volta di una squadra africana campione del mondo.

(Sabato, 12 giugno 2010)


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Perchè l'euro va difeso

In questi giorni di crisi dei mercati finanziari internazionali e dell'euro, non si sono fatte attendere le "riflessioni" di chi propugna un abbandono della moneta unica europea. Evidentemente costoro non sanno di cosa parlano e non riescono, come capita spesso oggi, a guardare aldilà della propria punta dei piedi. A parte le considerazioni sulla iattura che sarebbe da un punto di vista economico la fuoriuscita dall'euro, ci sono validissime ragioni di carattere sociale e politico che esigono di difendere la moneta europea e di continuare a scommettere su di essa.

Quando è stata introdotta nel 2002 appariva a tutti noi un sogno, una tappa fondamentale del percorso che ci allontanava definitivamente da secoli di guerre fratricide tra gli stati europei che avevano portato morte e distruzione, con il culmine orribile della seconda guerra mondiale. Finalmente milioni di persone potevano sentirsi unite anche dalla possibilità di utilizzare la stessa moneta per migliaia e migliaia di chilometri senza doversi preoccupare di cambiare i loro soldi ogni volta che attraversavano la frontiera. L'euro in tasca contiene perciò, oltre al suo valore economico, un grande simbolismo rappresentato dallo sforzo comune di battere i nazionalismi a favore di un idea comune di Europa e di pace.

Oggi tutto questo è di nuovo in discussione, nuovi nazionalismi trovano spazio sulla paura alimentata da forze politiche anche di governo e ciò rappresenta una buona occasione per dirottare l'opinione pubblica verso il passato.

Certo non si può nascondere che, sopratutto in Italia, l'avvento dell'Euro ha portato problemi di riduzione del potere d'acquisto delle famiglie, ma ciò si è verificato per la mancata vigilanza degli organismi di controllo che non hanno impedito a molti di arricchirsi indebitamente raddoppiando prezzi e tariffe. Senza l'euro la situazione sarebbe stata sicuramente peggiore di quella che è. Pensiamo poi ai benefici che le famiglie hanno ricavato, per esempio, sul fronte dei mutui dai bassi tassi di interesse che la moneta unica ha potuto garantire.

Chi vuole oggi l'abbandono dell'euro lo fa sicuramente in malafede e per perseguire altri obiettivi politici. Alcuni già si schierano per un settentrione legato all'economia del nord Europa e di un meridione a quella dei paesi mediterranei. Dietro queste posizioni si nasconde l'idea di rompere i vincoli di solidarietà del paese e di abbandonare il sud al suo destino. Essere agganciati all'euro significa essere ancora legati ad una possibile  prospettiva di sviluppo che certo deve essere alimentata da un cambiamento radicale del mondo di fare politica ed economia, ma che comunque non può e non deve essere spenta. L'euro è perciò una conquista da difendere con il cuore e la ragione.

(Sabato, 22 maggio 2010)


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Io sto con Emergency

L'arresto, o meglio il sequestro, perchè di questo in effetti si è trattato, dei tre operatori di Emergency in Afghanistan, Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani, dimostra ancora una volta come sia maledettamente difficile essere operatori di pace laddove ogni giorno la violenza della guerra impone il suo tragico tributo di sangue e di morte. Dove impera la legge della violenza "non puoi non schierarti" ed è proprio questo il grande "peccato" di  Emergency: non schierarsi. I suoi medici curano tutti quelli che ne hanno bisogno senza alcuna distinzione di etnia, di fazione, di religione. Ogni uomo che si presenta negli ospedali di Emergency è trattato con umanità e professionalità senza preclusioni e senza distinguere se è dei "nostri" o se è dei "loro". E' questo che da fastidio ai "signori della guerra", oltre al fatto che gli uomini di Emergency raccontano ogni giorno l'assoluta ingiustizia e follia della guerra,  perchè ne vivono il dramma nei corpi dilaniati, nelle vite spezzate, nelle famiglie distrutte. Gino Strada ha sempre denunciato tutto ciò e la sua non è una denuncia sterile. Insieme ai suoi collaboratori, si piega sui feriti, sui mutilati e risponde alla violenza delle armi con una forma altissima di compassione e di non violenza attiva. Gli ospedali di Emergency hanno standard qualitativi anche superori a quelli di molti ospedali italiani e dell'occidente "sviluppato" e lavorano, in maniera indipendente, in regioni del mondo poverissime dove rappresentano l'unica forma di assistenza medica. E' il ribaltamento della "logica" della sopraffazione e dello sfruttamento. Forse è proprio questo essere per l'uomo a latitudini dove la vita umana è ritenuta un niente a non piacere a qualche potente avezzo ormai a considerare le vittime come banali effetti collaterali.

(Sabato, 24 aprile 2010)


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Pensierino...sulle elezioni regionali

I calabresi, il 28 e il 29 marzo, hanno scelto il nuovo presidente della giunta regionale e lo hanno fatto assicurando un ampissimo consenso a Giuseppe Scopelliti. L’espressione del voto non ammette repliche, lo scarto tra i due maggiori contendenti ci dice che la proposta politica di Scopelliti ha ricevuto il gradimento degli elettori che, nello stesso tempo, hanno manifestato un netto rifiuto per Loiero. Ora c’è da augurarsi che il nuovo governatore utilizzi il mandato ricevuto dai cittadini per amministrare bene e nell’interesse di tutti i calabresi. Nel centro sinistra ed in particolare nel partito democratico deve, invece, aprirsi un fase di serie autocritica. Sull’analisi del voto c’è poco da sottilizzare, i risultati delle urne dicono una sola cosa: è necessario assolutamente cambiare. La classe dirigente ha sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare. Ha presentato agli elettori una coalizione che aveva pochissimo da dire, sfibrata da mesi di guerre intestine dedicati all’esclusiva occupazione di spazi di potere, per arrivare, dopo uno stucchevole balletto sulle primarie, a presentare un candidato alla presidenza già sconfitto in partenza. Di fronte a questo grave fallimento c’è solo una cosa da fare: le immediate dimissioni dei vertici provinciali e regionali del partito. Sarebbe, questo si, un gesto di grande responsabilità e l’ultima occasione per dimostrare che hanno un po’ di rispetto per militanti e iscritti. E’ necessario ritornare a fare politica, quella vera a fianco delle persone. E’ necessario svecchiare e presentarsi alle persone con la freschezza di chi ha da proporre facce nuove e cose nuove, ritrovare un'identità capace di sintonizzarsi con i reali bisogni della società e dare risposte adeguate. E’ necessario riappropriarsi dell’iniziativa politica e abbandonare liturgie che sanno ormai di “muffa”.

Un’altra considerazione resta da fare, questa di carattere generale. Nell’elenco ufficioso degli eletti al Consiglio Regionale non c’è alcuna donna, alla faccia delle pari opportunità. La politica calabrese resta, ahimè, assolutamente maschilista.

(Giovedì, 1° aprile 2010)


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Il 28 e 29 marzo si rinnovano i Consigli Regionali

Tra due settimane andremo a votare per il rinnovo dei Consigli Regionali. Purtroppo, la campagna elettorale è stata pesantemente condizionata dal pasticcio delle liste elettorali della Lombardia e del Lazio. Ciò ha impedito sino a ora di porre al centro dell'attenzione i veri problemi che interessano ai cittadini: la sanità, l'ambiente, la formazione professionale, l'utilizzo dei fondi comunitari. Le regioni hanno ormai importanti competenze e poteri ed è sul modo con il quale le diverse coalizioni intendono, se vincenti, esercitare queste competenze e questi poteri che gli elettori devono focalizzarsi se vogliono esercitare il loro diritto-dovere di voto in modo responsabile.

Il sistema elettorale per le regionali non prevede il famigerato "porcellum" con le liste bloccate, ma è possibile esprimere il voto di preferenza. Allora è fondamentale scegliere i candidati che si presentino ineccepibili sotto il profilo morale e etico e che siano ritenuti più in grado di condurre, in seno ai Consigli Regionali, le fondamentali battaglie per lo sviluppo dei territori e dei servizi a favore dei cittadini, evitando di farsi attrarre da fantasmagorici slogan, ma badando alla competenza e all'impegno di chi si propone e alla sostanza delle proposte.

(Domenica, 14 marzo 2010)


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In memoria di Ilaria

Ieri pomeriggio, nell'aula Sancti Petri di Catanzaro, nell'ambito dell'incontro-dibattito "In nome del popolo inquinato: l'informazione al servizio della verità", organizzato dall'Ufficio comunicazioni sociali e dalla Commissione giustizia, pace e salvaguardia del creato della Diocesi di Catanzaro-Squillace, è stata ricordata la figura di Ilaria Alpi, la giornalista del Tg3 uccisa a Mogadiscio il 20 marzo 1994, insieme al suo cineoperatore Miran Hrovatin. A raccontare la storia di Ilaria è stato un altro giornalista, Luciano Scalettari di "Famiglia Cristiana" che, pur di ricercare e far venire alla luce i motivi dell'omicidio, ha affrontato due diverse pericolose spedizioni in Somalia, ripercorrendone i passi. Luciano Scalettari ha fatto anche parte della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.

E' emersa la storia umana e professionale di una persona innamorata della verità, di una autentica testimone che, pur rendendosi conto del rischio che stava correndo a causa delle sue scoperte sui traffici di rifiuti e di armi, non si è tirata indietro e ha pagato, per la sua passione, con la vita.

Nel corso della serata sono state pure ricordate altre figure di giornalisti-martiri, come Giancarlo Siani e Giuseppe Fava.

Luciano Scalettari ha, anche, annunziato la prossima uscita di un libro che aggiungerà ulteriori tasselli per la comprensione di una vicenda che ancora rimane, come altre del dopoguerra, una pagina buia della nostra storia patria.

Chi vuole approfondire, può farlo su www.ilariaalpi.it

(Martedì, 26 gennaio 2010)


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Il pensiero della domenica

Così dice il Signore:"Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto". (dal libro dell'Esodo 22,20)

Per leggere

Italo Calvino

Se una notte d'inverno un viaggiatore

Il piacere di leggere non ha confini, viaggia tra i generi letterari e si nutre di storie e parole.

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Joaquin Navarro - Valls

A passo d'uomo

Ricordi, incontri e riflessioni tra storia e attualità

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Catherine Barry

Dalai Lama

Lettera alle donne

"La prossima sarà l'era  della donna". E' il messaggio finale di questo interessante libro-intervista. Il Dalai Lama spiega l'essenza del buddismo e delle sue relazioni con il mondo, le altre religioni e l'universo femminile.

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Antonio Lobo Antunes

Lettere dalla guerra

Le lettere che lo scrittore portoghese scrisse tra il 1971 e il 1973 alla sua amata moglie Maria Josè, mentre era impegnato come medico nella guerra coloniale in Angola.

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Erri De Luca

Il peso della farfalla

Quando l'immensamente piccolo può travolgere il nostro destino.

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Abraham B. Yehoshua

Fuoco amico

Strana definizione "fuoco amico". E' il fuoco di chi dovrebbe stare con te, invece ti uccide. Il viaggio di Daniela alla scoperta del dolore inguaribile del cognato per la perdita drammatica del figlio.

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Enzo Bianchi

Per un'etica condivisa

Un appello al dialogo attraverso il riconoscimento della pluralità dei valori.

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Andrea Camilleri

Privo di titolo

Una storia ambientata nei primi anni del "ventennio". Piccoli e vili uomini di provincia che per mezzo della violenza e dell'intimidazione mistificano la realtà dei fatti in nome di una ideologia suprema. Il destino di un innocente stravolto, mentre un prepotente, artefice della sua stessa disgrazia, viene elevato a figura di martire.

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Rosella Postorino

L'estate che perdemmo Dio

Il coraggio di una madre che vuole salvare la propria famiglia dalla vendetta e dalla violenza mafiosa. La storia di un viaggio per fuggire dalle proprie origini e provare ad essere felici.

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Muriel Barbery

L'eleganza del riccio

Un romanzo sofisticato sulla felicità. Una portiera di un elegante quartiere parigino e una bambina di dodici anni incrociano i loro destini e si scoprono. Riescono a vedersi oltre che a guardarsi. Ma la felicità appena agguantata è solo un attimo e la vita è una ricerca dei sempre nel mai.

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Fabrizio Gatti

Bilal - Il mio viaggio nel mercato dei nuovi schiavi

Il viaggio coraggioso tra la speranza di persone che fuggono dalla guerra e dalla miseria, affrontando ogni genere di pericolo, e lo sfruttamento e la violenza dei nuovi schiavisti.

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Carlo Maria Martini - Georg Sporschill

Conversazioni notturne a Gerusalemme - Sul rischio della fede

Nelle notti del luogo dove tutto è iniziato, Padre Carlo Martini conversa su "il coraggio di decidere", "trovare amici", "l'intimità con Dio", "imparare l'amore", "per una Chiesa aperta", "combattere contro l'ingiustizia". Sei preziose riflessioni che aiutano a dare senso alle nostre esistenze e alla fede.

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Corrado Augias - Remo Cacitti

Inchiesta sul Cristianesimo

Una conversazione sulla nascita e sullo sviluppo della religione cattolica dal I al IV secolo D.C.

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Gianfranco Ravasi

Le parole e i giorni

Nuovo breviario laico

366 meditazioni per non smettere di pensare e per contemplare ogni gorno il mistero della vita.

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Paolo Giordano

La solitudine dei numeri primi

Alcune persone sono come numeri primi. Vivono nelle loro solitudini. A volte si incontrano e si riconoscono, senza mai riuscire ad abbracciarsi.

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Italo Calvino

Lezioni americane

Cinque mini-saggi su leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità.

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Gioacchino Criaco

Anime Nere

Il primo romanzo del calabrese Gioacchino Criaco. Una storia che scotta.

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Italo Calvino

Il visconte dimezzato

Una gustosa e divertente storia che racconta come ognuno riesce a realizzare solo una parte di se stesso.

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Gabriel Garcìa Marquez

L'amore ai tempi del colera

Una bellissima storia d'amore raccontanta dal grande maestro della letteratura mondiale.

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Nadine Gordimer

Beethoven era per un sedicesimo nero

 

Tredici racconti con i quali il premio Nobel per la letteratura del 1991 ci spiega come in fondo tuttti gli uomini, di qualsiasi nazionalità, colore dela pelle, fede religiosa e politica, siano legati non solo dal vivere sentimenti, gioie, dolori e tradimenti che non hanno confini geografici, ma anche dal sangue, perchè ognuno di noi proviene da lontano, ognuno di noi ha un pò di sangue nero nelle vene.

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Tiziano Terzani

Fantasmi

Dispacci dalla Cambogia

Corrispondenze sulla tragedia cambogiana di un grande giornalista.

Storie sulla stupidità e inutilità delle guerre.

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Amos Oz

Contro il fanatismo

Un'educazione sentimentale alla ricerca del compromesso per vincere il fanatismo.

Tre illuminanti lezioni su come è possibile mettersi in relazione con gli altri ed evitare di sentirsi i soli custodi della verità.

Uno stimolo ad esercitarsi in un  relativismo virtuoso.

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Armando Torno

Il gioco di Dio

Dodici storie della Bibbia rilette dal giornalista del Corriere della Serra, Armando Torno.

Dodici storie sul gioco che Dio svolge attraverso la vita degli uomini. Dodici storie di uomini attraversate dal mistero del divino.

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Carlo Maria Martini

Il Vangelo di Paolo

Alcune riflessioni di un grande Padre della Chiesa  intorno alle lettere di San Paolo.

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Susanna Tamaro

Tobia e L'Angelo

Una bellissima fiaba moderna sull'importanza delle parole.

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Pier Paolo Pasolini

Una vita violenta

La storia di Tommaso. Un'esistenza che si trasfigura. Dalle violenze della borgata, al dono della propria vita per strapparne altre dalla morte.

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Orhan Pamuk

Il Castello Bianco

Una storia intrigante sul tema del sosia e del doppio. Le nostre vite si intrecciano, spesso sino a confondersi con quelle degli altri. Anche per riflettere sui rapporti tra Occidente e Oriente.

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Khaled Hosseini

Mille splendidi soli

Il secondo bellissimo romanzo di Khaled Hosseini. Le vite parallele di due giovani donne, le cui storie poi si incrociano e quindi si legano durante i disastri delle guerre afghane. Storie di sofferenza, di privazione, di prevaricazione e violenza. Ma dal sacrificio di una delle due rinasce la speranza dell'altra. Come il chicco di grano del Vangelo: se non muore, non porta frutto!

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Amos Oz

Non dire notte

Una breve parentesi della vita in comune di un uomo e una donna. Una piacevole educazione sentimentale sulla bellezza  dell'amore e del capirsi reciprocamente.

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Roberto Saviano

Gomorra - Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra -

Un saggio scritto come un romanzo in presa diretta. Un viaggio nel mondo del malaffare. Dove l'unica legge è la violenza.

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Khaled Hosseini

Il cacciatore di aquiloni

Una storia bellissima dove si incrociano la purezza e l'amore incondizionato con l'opportunismo e la viltà.

Ma, esiste sempre la possibilità del riscatto umano e della redenzione.

Un grande romanzo assolutamente da leggere.

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