Il rapporto del SIPRI (autorevole e indipendente Istituto svedese di ricerca per la pace), appena pubblicato, ci parla di un nuovo aumento record delle spese militari: i governi del mondo sono arrivati a spendere nel 2017 in armamenti ed eserciti 1.739 miliardi di dollari. Anche l'Italia ha fatto la sua parte, arrivando a toccare i 29 miliardi di dollari in un anno di spesa pubblica militare, pari a 26 miliardi di euro, con un incremento del + 2,1% rispetto all’anno precedente (Fonte Vita newsletter). Non ci scandalizziamo mai abbastanza per un tale spreco iniquo di risorse sottratte a scopi ben più meritevoli (sanità, istruzione, riduzione delle diseguaglianze, ecc..). Un buon avvocato difensore del popolo dovrebbe occuparsi di tale sconcezza perché, come diceva Aldo Capitini “il rifiuto della guerra e della sua preparazione è la condizione preliminare per parlare di un orientamento diverso”.

(Venerdì, 25 maggio 2018)

"Nakba" significa "Catastrofe", è quello che successe settanta anni fa quando settecentomila palestinesi furono letteralmente cacciati dalla Palestina storica. Pensiamo a come potrebbe reagire ognuno di noi se da un momento all'altro qualcuno venisse a cacciarci dalle nostre case e dirci "te ne devi andare, qui non tornerai mai più". Ma era solo l'inizio, da quel momento in poi le cose peggiorarono, perchè lo Stato di Israele, "grazie" al suo strapotere militare, (ha "solo" 200 testate nucleari puntate sull'Iran e non ha mai aderito al Trattato di non proliferazione delle armi nucleari) ha occupato via via sempre più territorio per insediare le sue colonie, privando i palestinesi dei più elementari diritti umani e condannandoli a vivere in enclave dalle quali non possono neppure fuggire. Ora io mi aspetterei che tutto il popolo israeliano, che amo, provasse a comprendere e a dimostrarsi solidale con quello palestinese proprio per non dimenticare quello che ha vissuto con la Shoah ed evitare che la storia si ripeta al contrario, con le vittime che si trasformano in carnefici.

(Domenica, 20 maggio 2018)

“Perché l'Italia non cada in braccio ai comunisti, è meglio che muoia un uomo solo piuttosto che tutta la nazione perisca".

Alla faccia dei “valori non negoziabili”: la curia romana come il sinedrio di Caifa. Questa é la sconvolgente verità che é emersa il 9 maggio nel corso di una celebrazione eucaristica in memoria di Aldo Moro. Ne prendiamo atto come l’ennesima conferma che la chiesa cattolica é un sistema di potere secolare allergico e refrattario a qualsiasi autentico cambiamento, sempre pronto, sempre dopo però, a stracciarsi le vesti e magari ad innalzare agli onori degli altari i malcapitati martiri. Leggere per credere, parola del mons. Luigi Bettazzi.

“Cari Amici,
infine, dopo 40 anni, è stato pagato il riscatto per Moro. Tale è il significato della celebrazione ecclesiale avvenuta a San Gregorio al Celio nel quarantesimo anniversario della sua morte cruenta: quel riscatto di cui Moro aveva preservato la legittimità nella legislazione del Paese, come ci racconta Cristiano Zironi, e che invece era stato impedito quando si trattava di riscattare la sua vita dalle mani delle Brigate Rosse. E non solo era stato impedito il riscatto (Paolo VI aveva fatto raccogliere 10 miliardi), ma era stata considerata preferibile la sua morte, in base alla sentenza di Caifa, ripetuta in quei giorni nelle stanze della Segreteria di Stato di Sua Santità: "perché l'Italia non cada in braccio ai comunisti, è meglio che muoia un uomo solo piuttosto che tutta la nazione perisca". È ciò che risulta dalla testimonianza del vescovo mons. Luigi Bettazzi, che ha presieduto l'eucarestia a San Gregorio, che don Innocenzo Gargano ha ricordato durante l'omelia. Certo, era una parola della Curia, non della Chiesa (il "ministro degli esteri" vaticano che lo disse a Bettazzi era allora il cardinale Villot, non ancora segretario di Stato), e tuttavia è il lampo di verità che illumina tutto il buio (i cosiddetti "misteri") del sequestro e dell'assassinio di Aldo Moro, e che dice, non per via di deduzione politica o storica, ma a viva voce e a chiare lettere, che l'intero sistema di opinione e di potere, interno ed estero, in cui avvenne il dramma, di fatto sposava la tribale sentenza di Caifa e del Sinedrio sul sacrificio necessario di Moro.” (Fonte: Newsletter chiesadituttichiesadeipoveri n. 89 dell’11 maggio 2018)

(Domenica, 13 maggio 2018)

«Perché la guerra, perché la più grande stupidità criminale che l’umanità possa commettere?» «Chi meglio di un povero sa che cos’è la povertà? Italiani e austroungarici si conoscevano, erano la stessa cosa: poveri, strappati al latifondo, sulla guerra nemmeno un pensiero. Dovevano farla, la facevano, e basta». Niente di nuovo sul fronte, niente di nuovo in fronte: giovani mandati al macello, e i loro comandanti che oggi sono monumenti, pietra e marmo sui piedistalli: «Bisognerebbe scriverci sotto criminale di guerra».

Questo era il pensiero di Ermanno Olmi (fonte:Micromega), scomparso pochi giorni fa.

La guerra però' rimane con il suo carico di dolore e di morte.

Il 7 luglio del 2017 l'Assemblea delle Nazioni Unite, con il voto favorevole di 122 Stati, ha approvato, grazie alla campagna di ICAN premio nobel per la Pace 2017, il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari. Il Governo italiano e i suoi rappresentanti hanno dichiarato in più occasioni di non avere intenzione di aderire a tale Trattato. Da qui è nata l'iniziativa "Italia Ripensaci" della Rete Italiana per il Disarmo, alla quale hanno aderito numerosi Comuni italiani, tra cui qualche giorno fa anche Milano.

Io, da poco, ho scritto al Sindaco di Chiaravalle Centrale per chiedergli di proporre al Consiglio Comunale l'approvazione di una mozione che inviti il Governo Italiano, qualsiasi esso sia, ad aderire al Trattato e la convocazione di un Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza sul tema del disarmo nucleare.
Ognuno di noi può scrivere al Sindaco del proprio Comune di residenza, perché la guerra ci sembra una cosa lontana solo fino a quando le vediamo in televisione, invece ci riguarda tutti e ciò che non facciamo adesso ci sarà rimproverato dai nostri figli.
Tutte le informazioni possono essere recuperate dal sito di disarmo.org.


(Giovedì, 10 maggio 2018)

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adotta un bambino a distanza

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Per leggere

Adriano Prosperi

Lutero - Gli anni della fede e della libertà

Il racconto delle vicende di uomo che ha cambiato il corso della storia europea, non solo quella religiosa. (4 maggio 2018)

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Jean-Jacques Rousseau

Il Contratto Sociale

Dal contratto sociale al controllo sociale e al totalitarismo il passo può essere molto breve. (1 maggio 2018)

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Luigi Einaudi

Memorandum

Raccolta di appunti scritti tra la fine del 1942 e la primavera del 1943 da quello che sarebbe stato il primo Presidente della Repubblica Italiana. (26 febbraio 2018)

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Luciano Manicardi

L'umanità della fede

Bisogna "porre l'attenzione all'umano come radice della fede. C'è "bisogno di recuperare l'unità tra umano e spirituale, tra conoscenza di sè e conoscenza di Dio". (25 febbraio 2018)

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Haim Baharier

La valigia quasi vuota

Un racconto quasi autobiografico che si innesta sullo sfondo dell'apparizione, nella Parigi degli anni Cinquanta, di Monsieur Chouchani, un clochard erudito e sapiente. Una storia sul valore della "claudicanza", sulla "normalità" dell'imperfezione. (15 febbraio 2018)

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Alberto Maggi

L'ultima beatitudine

La morte come pienezza della vita

Un libro meraviglioso, che spiegando il senso della morte esalta la bellezza di una vita piena. (27 gennaio 2018)

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Cardinale Angelo Scola - Paolo Flores d'Arcais

Dio? Ateismo della ragione e ragioni della fede

Un confronto tra due modi di guardare la vita, ma anche la società e i diritti sociali, politici e civili. (13 gennaio 2018)

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Ernest Hemingway

Addio alle armi

La guerra porta con sé sempre dolore e morte, anche quando ci sembra di esserne lontani. (30 dicembre 2017)

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Ernest Hemingway

Fiesta

Un romanzo "senza frontiere", come le anime dei suoi protagonisti. (17 dicembre 2017)

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Luciano Mainardi

Coraggio, non temere

Un bellissimo trattato sul coraggio: "il coraggio si esprime come lotta contro la paura, come superamento della paura...". (4 dicembre 2017)

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Antonello Dose

La rivoluzione del coniglio - come il buddismo mi ha cambiato  la vita

La storia di una "rivoluzione" personale, di come un incontro (in questo caso con la fede buddista) possa cambiare il modo di guardare alla propria esistenza e a quella degli altri. (30 settembre 2017)

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Sharo Gambino

Fischia il sasso

Il fascismo a Serra San Bruno, raccontato attraverso gli occhi di un bambino. Una storia narrata con un grande senso dell'umorismo. La farsa, però, conteneva già in se la tragedia. (25 agosto 2017)

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Giacomo Panizza

Cattivi maestri

La sida educativa alla pedagogia mafiosa

Chi sono i cattivi maestri? Sono le persone che indicano una via alternativa alla prevaricazione e alla violenza mafiosa. Sono quelli che educano alla bellezza dello stare insieme per costruire, in modo nonviolento, qualcosa di buono per se e per gli altri. (19 agosto 2017)

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Leone Tolstoi

Il Regno di Dio è in voi

Un "trattato" alla scoperta delle radici della nonviolenza del Cristianesimo. E' questo il cuore della rivelazione divina: la non-resistenza al male con la violenza. (3 agosto 2017)

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Giuseppe Lavorato

Rosarno

Conflitti sociali e lotte politiche in un crocevia di popoli, sofferenze e speranze

La storia delle lotte contro i fascisti, la ndrangheta e i razzismi e a sostegno dei diritti dei più poveri. La narrazione della "rivolta" dei migranti di Rosarno del gennaio 2010. Un libro intriso di passione politica e civile. (2 agosto 2017)

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Adriano Prosperi

Il seme dell'intolleranza

Ebrei, eretici, selvaggi

Granada 1492

I razzismi non fuoriescono dal niente, ma hanno radici profonde. Ce lo spiega bene, in questo bel libro, Adriano Prosperi. (8 luglio 2017)

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Romeo Vernazza

Quelli erano giorni - Una storia vera

La storia di uno degli IMI, gli internati militari italiani. Circa seicentocinquantamila prigionieri militari italiani che, dopo l'8 settembre 1943, dissero No al fascismo e al nazismo e furono deportati nei campi tedeschi di "lavoro" forzato pagando il loro rifiuto con la fame, gli stenti, la morte. Erano persone semplici, contadini, operai che Mussolini aveva mandato, come carne da macello, a combattere in giro per l'Europa, tra l'altro male equipaggiate, a casa di altre persone che non avevano fatto niente contro di loro. Prigionieri che davanti agli "appelli" dei gerarchi fascisti e nazisti di arruolarsi per la repubblica di Saló, in cambio di un pasto caldo e della fine degli stenti, dissero orgogliosamente di No. Molti di quelli che riuscirono a tornare a casa piansero tutte le notti, fecero sogni terribili, "vissero" sempre da sopravvissuti. (12 giugno 2017)

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Erminio Amelio

L'incontro

L'incontro tra Giuseppe e Malik, annulla le distanze, demolisce i pregiudizi, è generativo di comprensione e compassione, svela l'umanità delle persone così come dovrebbe essere. (28 maggio 2017)

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Vito Mancuso

Il coraggio di essere liberi

 "Alla fine si tratta solo di introdurre armonia nell'immenso concerto nel mondo. E così generare bellezza, e ancor più essere bellezza, quella bellezza che è anche bontà". (7 maggio 2017)

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