Il 28 ottobre 1922 un manipolo di fascisti armati (sottolineo armati) marciarono su Roma e il re fellone Vittorio Emanuele III consegnò il potere a Benito Mussolini. Fu l'inizio di un regime liberticida, corrotto e criminale che ci condusse alle leggi razziali, alla deportazione e all'assassinio nei campi di concentramento nazifascisti di milioni di esseri umani, alla seconda guerra mondiale, alla distruzione e alla riduzione in miseria dell'Italia. Altro che patrioti, i Patrioti sono stati quelli che hanno resistito, quelli che si sono opposti al costo delle loro stesse vite. I Patrioti sono quelli che ancora oggi resistono e si oppongono alla deriva fascista e razzista che sta attraversando il nostro Paese, quelli che resistono nella difesa della Costituzione e contro ogni mafia e violenza.

(Domenica, 10 settembre 2017)

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Il mare non è nostro

IL NO AI MIGRANTI: UN GENOCIDIO

I migranti sono un popolo. Europa ed Italia non si accorgono che stanno compiendo un crimine, si chiama genocidio

Dopo il voto del 2 agosto del Parlamento italiano in favore dell’invio di navi da guerra nelle acque libiche per assistere la Guardia costiera della Libia a intercettare migranti e rifugiati e a riportarli a terra, la vicedirettrice di Amnesty International per l’Europa Gauri Van Gulik ha rilasciato questa dichiarazione:

“Oggi le autorità italiane hanno dimostrato che considerano più importante tenere migranti e rifugiati alla larga dalle loro coste piuttosto che proteggere le loro vite e la loro incolumità. Facilitare l’intercettamento e il ritorno in Libia di migranti e rifugiati significherà destinarli ai centri di detenzione del Paese, dove quasi certamente saranno esposti al rischio di subire torture, stupri e anche di essere uccisi. Il voto di oggi potrebbe rendere le autorità italiane complici di quest’orrore.

La denuncia di Amnesty International

“L’Italia, insieme agli altri Stati membri dell’Unione Europea, dovrebbe dedicarsi ad aumentare le operazioni di ricerca e soccorso. Invece, ha scelto di abdicare alle sue responsabilità e di mettere in pericolo le stesse persone che afferma di voler salvare, fornendo addirittura copertura e sostegno militare alla Guardia costiera libica, il cui operato violento e incosciente è stato più volte documentato, anche da Amnesty International.

“L’Italia, inoltre, col sostegno dell’Unione Europea, ha introdotto ostacoli alla capacità delle Organizzazioni Non Governative di salvare persone in mare, dimostrando come il suo approccio complessivo sia errato.

“Questa non è la risposta alla crisi umanitaria in atto nel Mediterraneo centrale, bensì la ricetta per altre sofferenze. Ogni forma di cooperazione con le autorità libiche dovrebbe dare priorità a monitorare il loro comportamento in tema di violazioni dei diritti umani e ad accertare le responsabilità per quelle commesse. Dovrebbe inoltre essere condizionata a un verificabile impegno delle autorità libiche a migliorare le condizioni dei rifugiati e dei migranti in Libia”.

Il giro di vite del governo

Nella stessa occasione il blog di Daniele Barbieri pubblicava il 4 agosto questo commento di Benigno Moi:

La Procura di Trapani ha aspettato solo un giorno. Il 31 luglio il ministero dell’Interno impone alle Organizzazioni Non Governative che operano nel salvataggio a mare nelle acque di fronte alla Libia di firmare il “Codice di condotta” che regolamenta, in 13 punti, le attività di salvataggio nel Mediterraneo.

La maggioranza delle ONG, fra cui Medici senza frontiere (Premio Nobel per la Pace 1999) dichiarano di non accettare molti dei punti contenuti nel codice e non firmano. Il ministero di Marco Minniti nel comunicato emesso alla fine dell’incontro con le ONG dichiara, fra l’altro: «l’aver rifiutato l’accettazione e la firma pone quelle organizzazioni non governative fuori dal sistema organizzato per il salvataggio in mare, con tutte le conseguenze del caso concreto che potranno determinarsi a partire dalla sicurezza delle imbarcazioni stesse».

La “Iuventa” sequestrata

Il 2 agosto la Procura di Trapani mette sotto sequestro giudiziario l’imbarcazione “Iuventa”, dell’organizzazione tedesca Jugend Rettet, impegnata da mesi nell’attività di soccorso davanti alle coste della Libia e fatta conoscere agli italiani da un servizio della trasmissione RAI 2 di Enrico Lucci e Valentina Petrini, «NEMO, nessuno escluso».

Tutto questo nonostante che i più alti gradi della Marina militare, della Guardia costiera e della Guardia di finanza escludano che siano mai emerse prove di rapporti tra ONG e trafficanti, sottolineando anzi la piena collaborazione in quel tratto di mare tra organismi di coordinamento, imbarcazioni statuali e navi delle associazioni umanitarie. Anche la magistratura siciliana, nel corso delle audizioni, ha riconosciuto la sostanziale correttezza delle ONG.

Quali sono allora le ragioni vere del “giro di vite” voluto dal governo italiano e dalla Comunità europea nei confronti delle ONG? Non si tratta solo di farsi dettare l’agenda dal populismo delle destre xenofobe, non si tratta solo del tentativo di forzare il coinvolgimento degli Stati di appartenenza delle stesse ONG, come sembrerebbe indicare uno dei 13 punti del Codice. Di fatto siamo di fronte a qualcosa di più profondo, che va ad incidere su alcuni dei princìpi che davamo per acquisiti e scontati, e su cui si pensava si dovesse riconoscere la nostra civiltà giuridica e morale.

Come è stato detto, “indurre a sospettare che il bene possibile, rappresentato da un’attività umanitaria, possa rivelarsi un male contagioso – i soccorritori alleati ai carnefici – contribuisce potentemente a ridurre in macerie princìpi fondamentali”. E si mette in discussione il valore della cosiddetta legge del mare, «quell’obbligo-diritto-dovere al soccorso e al salvataggio come valore irrinunciabile». Ma non solo: «È da un ventennio almeno che si assiste a forme di pressione sulle organizzazioni non governative da parte di diversi livelli istituzionali – europei, nazionali e internazionali – affinché il Diritto internazionale dei diritti umani venga ricondotto all’interno delle compatibilità politiche di Stati e governi».

È dalla “guerra umanitaria” del Kosovo, infatti, che comincia questa tendenza che ha come obiettivo quello di far perdere progressivamente alle ONG le loro caratteristiche di base quali l’indipendenza e la neutralità, valori fondativi in coerenza anche con le Convenzioni internazionali che regolano queste attività.

Ed è sconfortante l’unanimità, o quasi, con cui la stampa affronta la questione delle operazioni di salvataggio, agendo da megafono acritico dei peggiori luoghi comuni, delle accuse leghiste o di qualche giudice voglioso di protagonismo che poi ammette di non avere alcuna prova per le sue accuse. Non chiedendosi da dove stiano fuggendo le persone soccorse in mare e trovando la soluzione nel riconsegnarle a pseudo governi libici (quale Libia?) più o meno riconosciuti dai governi occidentali, scopertamente complici dei veri trafficanti.

Che se poi, a volerci ragionare un po’ con la mente serena, dovessimo fare una graduatoria degli “autori delle nefandezze” coinvolti nel fenomeno delle migrazioni, dovremmo mettere: le multinazionali che impoveriscono e avvelenano i Paesi di partenza dei profughi; la Banca Mondiale che strozza col debito i Paesi del “Terzo Mondo”; i produttori/venditori/utilizzatori delle armi che restano il motore della nostra economia; i dittatori grandi e piccoli che lasciamo a governare per conto dei nostri affari quei Paesi, dove esportiamo i nostri rifiuti; i bravi cittadini europei che vanno in Africa, Asia e Sudamerica in cerca di ragazzini/ragazzine… siamo proprio certi che fra tutti i soggetti coinvolti in questa inumana catena, collocheremmo proprio gli scafisti nel gradino più basso? Sono l’ultimo anello, arrivano quando l’unica operazione possibile è strapparli ai lager, danno quella speranza – o illusione di speranza – che invece dovrebbe essere assicurata con i canali ufficiali di accoglienza. Lo fanno per soldi, come lo facevano le mammane quando l’aborto era illegale. Figure che spariscono quando si elimina la domanda.

(Pubblicato su chiesadituttichiesadeipoveri)

(Lunedì, 7 agosto 2017)

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Sono un europeista convinto e mi dispiace assistere agli egoismi "patriottici" di alcuni Paesi della UE. Penso soprattutto a quelli dell'ex blocco sovietico. Come la Polonia che nel 2014-2020 incasserà 110 miliardi di euro, però quando c'è da essere solidali si ritira nei propri "confini". Ma i "confini" sono solo "limiti" che prima o poi saranno abbattuti. La storia non ha mai avuto un percorso lineare, si fanno due passi in avanti poi se ne fa uno indietro, ma si prosegue. Ai "profeti di sventura", a quelli che hanno sempre nostalgia di una mitica "età dell'oro", vorrei semplicemente dire che tale età non è mai esistita. Prendiamo gli ultimi cento anni: due guerre mondiali, il nazi-fascismo, la guerra fredda con l'incubo nucleare, lo stragismo, il terrorismo e chi più ne ha più ne metta. Come canta Francesco De Gregori però "la Storia siamo noi" e dobbiamo sentirci partecipi di questa Storia, perché nessuno né è escluso. Mi ha colpito, qualche sera fa, ascoltare una mia amica che così si è espressa: "molte persone e tanti giovani hanno smesso di essere cittadini". Allora critichiamo, indigniamoci ma in modo partecipativo e generativo. Torniamo a essere cittadini non solo dell'Italia e dell'Europa, ma del Mondo intero e, soprattutto, restiamo Umani.

(Domenica, 8 luglio 2017)

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Mettiamocelo bene in testa: le razze non esistono. Lo dicono anche gli studi di genetica, lo dice il nostro dna. Purtroppo, esistono i razzisti che sono spesso fascisti. Un misto di ignoranza, stupidità, paura, arroganza, desiderio di dominio sull'altro e sul più debole. A costoro vorrei, pure, ricordare che esiste ed esisterà sempre qualcuno più "bianco" e più a "nord" delle loro "belle" facce.

(Sabato, 17 giugno 2017)

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La bellissima lettera sul 2 giugno della professoressa di diritto Claudia Torchia (I.I.S. Santoni di Pisa)

“Nonostante ormai da diversi anni si parli nelle scuole del tema di Cittadinanza e Costituzione, rimango sempre un po’ perplessa quando i miei studenti si illuminano al racconto della nascita della nostra carta costituzionale e comprendono che la data scelta per il festeggiamento coincide con la commemorazione di una lontana giornata di giugno di ben 71 anni fa, in cui gli italiani, tutti gli italiani, vennero chiamati a scegliere tra la monarchia e la repubblica.

Sembra strano, direi quasi impossibile, tuttavia i ragazzi conoscono molto poco la nostra storia più recente a cominciare proprio dalla scelta democratica del due giugno del 1946.
E allora si impone, oltre al racconto degli avvenimenti storici, una inevitabile riflessione sul significato della parola Repubblica e sui valori che la stessa racchiude; sulla meravigliosa sensazione di appartenenza ad uno stato per scelta libera e consapevole; sull’esercizio della sovranità che appartiene al popolo e ci rende cittadini e non sudditi, ma soprattutto sulla consapevolezza della res publica come bene comune, bene di tutti nessuno escluso; bene che tutti siamo chiamati a tutelare in un percorso non sempre facile, fatto anche di tanti sacrifici, ma affrontato con l’intima condivisione di valori fondamentali e democratici sui quali si fonda il concetto stesso di Repubblica e le sue norme affinché nessuno resti indietro e tutti, ma proprio tutti, possano vivere una vita libera e dignitosa , giusta e solidale.

Mi emoziono ogni volta nel raccontare tutto questo ai miei studenti. Mi emoziono quando parlo dei valori in cui si identifica la scelta degli italiani del 1946 ; Mi emoziono quando parlo dei principi fondamentali scolpiti in apertura della nostra Costituzione; e generalmente, a questo punto della lezione, c’è sempre qualcuno che mi guarda perplesso e mi domanda se veramente credo in quello che sto dicendo.
Che strano vedere volti giovani, giovanissimi, guardarti un po’ increduli e un po’ scettici e in attesa di una risposta che, trascorso un momento di stupore antico, ma sempre nuovo, a causa del loro smarrimento , non tarda ad arrivare.

Ma certo che ci credo. Certo che ci credo, ragazzi. Certo che continuo a crederci.

E non ci credo solo io. Prima di me ci hanno creduto coloro che hanno combattuto una guerra drammatica e cruenta per consegnarci un paese libero; ci hanno creduto tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita per i valori della Democrazia e della Giustizia; ci credono tante persone che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro onesto a far crescere il nostro paese. E anche se ci sono state pagine buie nella nostra storia repubblicana, pagine in cui questi valori sono stati attaccati con violenza per minare le fondamenta della scelta di libertà dei nostri avi; anche se ci sono stati e ci sono tuttora piaghe aperte e sanguinanti come il terrorismo , la mafia, la corruzione; la Repubblica continua ad essere una scelta importante che ci rende protagonisti attivi della vita democratica e sociale. Tutto questo, però, postula la consapevolezza del nostro status di cittadini, dei nostri diritti e dei nostri doveri e dell’impegno quotidiano che ognuno di noi deve metterci nell’espletare il ruolo che occupa in società, lavorando con passione, tenacia, coerenza ed onestà.

Ritengo, tuttavia, che questa opera di diffusione della cultura della legalità, non disgiunta da un excursus storico sia sulle vicende che hanno condotto gli italiani il due giugno del 1946 a scegliere la Repubblica, sia sulle vicende turbolente che hanno tentato ripetutamente di minarne i valori condivisi costituisca un patrimonio culturale che non può essere trascurato, ma che deve essere proposto ai giovani fin dalla più tenera età. I giovani, infatti, dovrebbero prendere coscienza delle origini della nostra Repubblica e del sacrificio di tante persone in difesa dei valori democratici, per poterli spontaneamente sentire propri e, quindi, amarli, rispettarli, difenderli in maniera civile e pacifica ampliando i proprio orizzonti e aprendosi nel contempo, come la sfida del terzo millennio ci impone, a nuove forme di solidarietà e di accoglienza che solo grazie a un patrimonio culturale democratico abbraccino, trascendendo lo status di Cittadino, tutta l’Umanità.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                 

(Giovedì, 1° giugno 2017)

 

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adotta un bambino a distanza

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CHIESA EVANGELICA VALDESE


 
 

 

 

 

 

 

 

 

Per leggere

Herman Melville

Moby Dick

Un libro che non può non essere letto. Un'enciclopedia sotto la forma di un romanzo. La narrazione dell'ossessione del capitano Achab, attraverso la cui comprensione possiamo anche guarire dalle nostre di ossessioni prendendone le giuste distanze. (14 luglio 2019)

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Eric Noffke

Cristo contro Cesare - Come gli ebrei e i cristiani del I secolo risposero alla sfida dell'imperialismo romano

Da Giuseppe Flavio e Filone Alessandrino alle guerre giudaiche, alla nonviolenza "politica" di Gesù e Paolo di Tarso. Un'analisi attenta e documentata del modo variegato con il quale gli attori religiosi e politici del I secolo si rapportarono al potere romano. (7 luglio 2019)

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Rufus Burrow Jr.

Martin Luther King

Uno sguardo attento e informato sul retroterra familiare e sul percorso formativo che hanno ispirato il pensiero e l'azione per i diritti civili di Martin Luther King. Pensiero e azione che si sarebbero ulteriormente evoluti se non il pastore battista non fosse stato assassinato a Memphis il 4 aprile 1968. (25 giugno 2019)

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Giampiero Comolli

La malinconia meravigliosa

I discorsi di commiato del Buddha e di Gesù

E' possibile confrontare i grandi discorsi di commiato del Buddha e di Gesù? Per alcuni versi si, per altri non potrebbero essere più distanti. Ma c'è una cosa che sicuramente li accomuna: una meravigliosa malinconia. Il senso di una pace a cui aspirare, la bellezza di una luce di cui talvolta possiamo fare esperienza e che subito dopo ci lascia la sensazione di una mancanza, di un desiderio che comunque siamo chiamati a coltivare con tutte le nostre forze. (1 giugno 2019)

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Francesco Filippi

Mussolini ha fatto anche cose buone

Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo

Un agile "manuale" per smascherare facilmente le bufale che girano sul fascismo, specie sui social. (30 maggio 2019)

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Lutero

La libertà del cristiano

"Il cristiano non vive per se stesso, ma in Cristo e nel prossimo, altrimenti non é cristiano: in Cristo per mezzo della fede, nel prossimo per mezzo dell'amore". Questa è l'essenza dell'intera vita cristiana. Una sintesi mirabile del Trattato che Lutero indirizzò a papa Leone X nel 1520, ma che ancora oggi è in grado di interrogare ogni cristiano che abbia voglia di confrontarsi con la sua fede e con il significato di stare nel mondo senza essere del mondo. (5 maggio 2019)

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Giusy Staropoli Calafati

Il viaggio delle nuvole

Un romanzo ispirato dalla vicenda umana e politica di Mimmo Lucano. Una favola bella, fatta di persone che avevano ritrovato speranza e voglia di vivere. (5 maggio 2019)

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Paolo Squizzato

Dalla cenere alla vita

Siamo molto di più del nostro peccato. Siamo chiamati a vincere i nostri sensi di colpa grazie alla gioia della fede che ci viene donata. (27 aprile 2019)

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Alister E. McGrath

Il pensiero della Riforma

Il XVI secolo rappresenta un passaggio fondamentale per la storia europea e non solo. Nel termine Riforma sono incluse almeno quattro diverse "riforme": quella luterana, quella delle chiese riformate (in particolare il calvinismo), quella radicale (anabattismo) e la controriforma cattolica. Il testo, con un linguaggio accessibile a tutti, percorre quella storia, restando sempre ancorato al contesto nel quale maturò, non solo sotto l'ottica del pensiero teologico e religioso ma anche delle implicazioni che ebbe e che ancora ha sul piano politico, etico, sociale ed economico. (13 aprile 2019)

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David Gossman

Qualcuno con cui correre

Tamar e Assaf, due storie che improvvisamente si incrociano. La volontà, la tenacia e la forza di inseguire un cammino di liberazione che finalmente sfociano nella felicità. (10 aprile 2019)

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Paolo Ricca, Giorgio Tourn

Le 95 tesi di Lutero

Una lente di ingrandimento su alcune delle 95 tesi che sul finire del 1517 contribuirono a scuotere l'Europa dal punto di vista religioso, sociale e politico. (25 febbraio 2019)
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Paolo Ricca

Dell'aldilà e dall'aldilà - Che cosa accade quando si muore?

E' la domanda delle domande. Il teologo valdese parte da una disamina delle varie visioni filosofiche e religiose per giungere a delle conclusioni coerenti con il suo cristianesimo. (15 febbraio 2019)

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Guido Dall'Olio

Martin Lutero

Una lettura della vita, dell'opera e delle relazioni del riformatore tedesco contestualizzata nel tempo e scevra da pregiudizi. (10 febbraio 2019)

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Brunetto Salvarani

Il vangelo secondo i Simpson - Da Bart a Barth

L'ironia, spesso, tratta i temi della fede con più profondità di molti seriosi sermoni. (16 gennaio 2019)

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Gioele Dix

La Bibbia ha (quasi sempre) ragione

Con creatività e ironia, Giole Dix "interpreta" alcuni testi dell'Antico Testamento. Il disegno di Dio è davvero imprescrutabile. (26 dicembre 2018)

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Mario Arcuri

Aldo Moro

Spiritualità di un cristiano in politica

Il racconto di un uomo che ha saputo vivere sino alla fine con coerenza e dedizione, sacrificato sull'altare della ragion di stato. (10 dicembre 2018)

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Ernest Emingway

Morte nel pomeriggio

Cronache e "critiche" della corrida, dei matador e di tutto ciò che ci ruota intorno, scritte come un "romanzo". (14 novembre 2018)

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Stefano Catone, Giuseppe Civati, Gianpaolo Coriani e Andrea Maestri

Il capitale disumano

Salvini e l'odio per decreto

Il  recente decreto "Salvini" sull'immigrazione svela un'anima razzista. Oltre ad essere per molti aspetti contrario alla Costituzione e alle diverse Convenzioni internazionali sul rispetto dei diritti umani, produrrà problemi notevoli alla gestione delle politiche migratorie perchè scritto secondo un'ottica emergenziale e repressiva del tutto sbagliata. (4 novembre 2018) 

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Thomas Römer

I lati oscuri di Dio

Crudeltà e violenza nell'Antico Testamento

Ci sono dei passi dell'Antico Testamento che ci appaiaono "scandalosi", ma Thomas Römer ci aiuta a rileggerli senza infingimenti, non nascondendo ciò che potrebbe destare un nostro rifiuto, ma aiutandoci a comprenderli considerando il contesto della loro redazione e, comunque, nell'ottica di un Dio che è vicino agli uomini, che ci sorprende, che è sempre "il Dio di una liberazione definitiva, liberazione dalla schiavitù, dall'alienazione; liberazione dalla morte e dal peccato." (4 novembre 2018)

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Eliana Iorfida

Antar

Quella di Antar é la storia di un giovane italo-siriano che prova a ricomporre i pezzi della propria storia, andati in macerie come tante città della Siria. E' una ricerca ostinata, coraggiosa, molto dolorosa che però lascia il campo aperto alla speranza. (8 settembre 2018)

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Josè Tolentino Mendoça

Nessun cammino sarà lungo 

Per una teologia dell'amicizia 

Attraverso una lettura delle storie di amicizia raccontate nei testi biblici possiamo scoprire la nostra amicizia con Dio e con gli altri uomini. (11 agosto 2018)

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Erri De Luca

Il giorno prima della felicità

Non si sa mai prima quando arriva la felicità, la immagini, la sogni, la insegui, ma lei arriva sempre all'improvviso quando magari non l'aspetti più e ti chiede sempre un prezzo che il giorno prima non conoscevi. (21 luglio 2018)

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Giannino Piana

Pregare e fare la giustizia

“Il nostro essere cristiani si riduce oggi a due cose: pregare e operare tra gli uomini secondo giustizia” (Dietrich Bonhoeffer). (21 luglio 2018)

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José Tolentino Mendonça

Padre Nostro che sei in terra

Il Padre Nostro come preghiera pienamente "umana" e perciò universale. (21 luglio 2018)

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Corrado Augias

Le ultime ore di Gesù

Il racconto "verosimile" delle ultime ore di Gesù, tra riferimenti ai Vangeli, resoconti storici, ricostruzioni "romanzesche". (21 luglio 2018)

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La Stampa

Le voci della Libertà 70. La liberazione d'Italia 1945-2015.

Un diario, anche coronologico, di testimonianze intorno al 25 aprile 1945. Per non dimenticare da dove veniamo e quale è stato il prezzo della nostra Libertà. (17 giugno 2018)

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Albert Camus

La Peste

Un racconto sorprendente che scandaglia gli sconvolgimenti fisici e morali di una comunità che si trova a vivere e a lottare, corpo a corpo, con e contro un terribile flagello. Una storia densa di umanità, nel senso pieno del termine. (17 giugno 2018)

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Adriano Prosperi

Lutero - Gli anni della fede e della libertà

Il racconto delle vicende di uomo che ha cambiato il corso della storia europea, non solo quella religiosa. (4 maggio 2018)

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Jean-Jacques Rousseau

Il Contratto Sociale

Dal contratto sociale al controllo sociale e al totalitarismo il passo può essere molto breve. (1 maggio 2018)

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Luigi Einaudi

Memorandum

Raccolta di appunti scritti tra la fine del 1942 e la primavera del 1943 da quello che sarebbe stato il primo Presidente della Repubblica Italiana. (26 febbraio 2018)

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Luciano Manicardi

L'umanità della fede

Bisogna "porre l'attenzione all'umano come radice della fede. C'è "bisogno di recuperare l'unità tra umano e spirituale, tra conoscenza di sè e conoscenza di Dio". (25 febbraio 2018)

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Haim Baharier

La valigia quasi vuota

Un racconto quasi autobiografico che si innesta sullo sfondo dell'apparizione, nella Parigi degli anni Cinquanta, di Monsieur Chouchani, un clochard erudito e sapiente. Una storia sul valore della "claudicanza", sulla "normalità" dell'imperfezione. (15 febbraio 2018)

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Alberto Maggi

L'ultima beatitudine

La morte come pienezza della vita

Un libro meraviglioso, che spiegando il senso della morte esalta la bellezza di una vita piena. (27 gennaio 2018)

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Cardinale Angelo Scola - Paolo Flores d'Arcais

Dio? Ateismo della ragione e ragioni della fede

Un confronto tra due modi di guardare la vita, ma anche la società e i diritti sociali, politici e civili. (13 gennaio 2018)

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Ernest Hemingway

Addio alle armi

La guerra porta con sé sempre dolore e morte, anche quando ci sembra di esserne lontani. (30 dicembre 2017)

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Ernest Hemingway

Fiesta

Un romanzo "senza frontiere", come le anime dei suoi protagonisti. (17 dicembre 2017)

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Luciano Mainardi

Coraggio, non temere

Un bellissimo trattato sul coraggio: "il coraggio si esprime come lotta contro la paura, come superamento della paura...". (4 dicembre 2017)

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Antonello Dose

La rivoluzione del coniglio - come il buddismo mi ha cambiato  la vita

La storia di una "rivoluzione" personale, di come un incontro (in questo caso con la fede buddista) possa cambiare il modo di guardare alla propria esistenza e a quella degli altri. (30 settembre 2017)

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Sharo Gambino

Fischia il sasso

Il fascismo a Serra San Bruno, raccontato attraverso gli occhi di un bambino. Una storia narrata con un grande senso dell'umorismo. La farsa, però, conteneva già in se la tragedia. (25 agosto 2017)

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Giacomo Panizza

Cattivi maestri

La sida educativa alla pedagogia mafiosa

Chi sono i cattivi maestri? Sono le persone che indicano una via alternativa alla prevaricazione e alla violenza mafiosa. Sono quelli che educano alla bellezza dello stare insieme per costruire, in modo nonviolento, qualcosa di buono per se e per gli altri. (19 agosto 2017)

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Leone Tolstoi

Il Regno di Dio è in voi

Un "trattato" alla scoperta delle radici della nonviolenza del Cristianesimo. E' questo il cuore della rivelazione divina: la non-resistenza al male con la violenza. (3 agosto 2017)

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Giuseppe Lavorato

Rosarno

Conflitti sociali e lotte politiche in un crocevia di popoli, sofferenze e speranze

La storia delle lotte contro i fascisti, la ndrangheta e i razzismi e a sostegno dei diritti dei più poveri. La narrazione della "rivolta" dei migranti di Rosarno del gennaio 2010. Un libro intriso di passione politica e civile. (2 agosto 2017)

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Adriano Prosperi

Il seme dell'intolleranza

Ebrei, eretici, selvaggi

Granada 1492

I razzismi non fuoriescono dal niente, ma hanno radici profonde. Ce lo spiega bene, in questo bel libro, Adriano Prosperi. (8 luglio 2017)

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Romeo Vernazza

Quelli erano giorni - Una storia vera

La storia di uno degli IMI, gli internati militari italiani. Circa seicentocinquantamila prigionieri militari italiani che, dopo l'8 settembre 1943, dissero No al fascismo e al nazismo e furono deportati nei campi tedeschi di "lavoro" forzato pagando il loro rifiuto con la fame, gli stenti, la morte. Erano persone semplici, contadini, operai che Mussolini aveva mandato, come carne da macello, a combattere in giro per l'Europa, tra l'altro male equipaggiate, a casa di altre persone che non avevano fatto niente contro di loro. Prigionieri che davanti agli "appelli" dei gerarchi fascisti e nazisti di arruolarsi per la repubblica di Saló, in cambio di un pasto caldo e della fine degli stenti, dissero orgogliosamente di No. Molti di quelli che riuscirono a tornare a casa piansero tutte le notti, fecero sogni terribili, "vissero" sempre da sopravvissuti. (12 giugno 2017)

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Erminio Amelio

L'incontro

L'incontro tra Giuseppe e Malik annulla le distanze, demolisce i pregiudizi, è generativo di comprensione e compassione, svela l'umanità delle persone così come dovrebbe essere. (28 maggio 2017)

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Vito Mancuso

Il coraggio di essere liberi

 "Alla fine si tratta solo di introdurre armonia nell'immenso concerto nel mondo. E così generare bellezza, e ancor più essere bellezza, quella bellezza che è anche bontà". (7 maggio 2017)

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Sabrina Garofalo

Ludovica Ioppolo

Onore e dignitudine

Le storie intorno ai corpi, alle passioni, agli amori impossibili rivelano più di mille trattati il malato "senso dell'onore" di cui è colmo, come vino drogato, l'universo violento delle mafie. (6 maggio 2017)

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Felice Foresta

Il faggio che sposò la luna

Giancarlo, Antonio, Carmine, Laura e Loredana. Storie che si svolgono intorno al senso di giustizia e di legami spirituali che non si sciolgono. (29 aprile 2017)

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Corrado Augias

Marco Vannini

Inchiesta su Maria

Una riflessione a due voci, onesta e priva di pregiudizi, sulla figura di Maria, la madre di Gesù. (3 aprile 2017)

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