Il cosiddetto "decreto sicurezza bis", nella settimana che si apre domani, andrà in votazione al Senato. Se dovesse essere approvato in via definitiva, sarà scritta un'altra pagina buia della nostra storia repubblicana, e si darà vita ad un obbrobrio e ad un mostro giuridico. Cosa possiamo fare noi? Non restare inerti. Opporci nella vita di ogni giorno, quando parliamo con le persone e percepiamo un chiaro sentimento di avversità intorno a noi perchè in questo momento, è inutile nascondercelo, siamo avvolti in un clima sociale torbido ed è questa la mentalità corrente, ma anche partecipare e diffondere i semi di resistenza che comunque, per fortuna, sono presenti. Come dice la parabola evangelica, Matteo 13,24-30, non si può estirpare subito la zizzania dal campo di grano. Dobbiamo accettare che crescano insieme, ma nello stesso tempo sperare e operare affinchè il grano cresca più forte e solido della zizzania e del male.

(Domenica, 4 agosto 2019)

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Il 28 ottobre 1922 un manipolo di fascisti armati (sottolineo armati) marciarono su Roma e il re fellone Vittorio Emanuele III consegnò il potere a Benito Mussolini. Fu l'inizio di un regime liberticida, corrotto e criminale che ci condusse alle leggi razziali, alla deportazione e all'assassinio nei campi di concentramento nazifascisti di milioni di esseri umani, alla seconda guerra mondiale, alla distruzione e alla riduzione in miseria dell'Italia. Altro che patrioti, i Patrioti sono stati quelli che hanno resistito, quelli che si sono opposti al costo delle loro stesse vite. I Patrioti sono quelli che ancora oggi resistono e si oppongono alla deriva fascista e razzista che sta attraversando il nostro Paese, quelli che resistono nella difesa della Costituzione e contro ogni mafia e violenza.

(Domenica, 10 settembre 2017)

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Il mare non è nostro

IL NO AI MIGRANTI: UN GENOCIDIO

I migranti sono un popolo. Europa ed Italia non si accorgono che stanno compiendo un crimine, si chiama genocidio

Dopo il voto del 2 agosto del Parlamento italiano in favore dell’invio di navi da guerra nelle acque libiche per assistere la Guardia costiera della Libia a intercettare migranti e rifugiati e a riportarli a terra, la vicedirettrice di Amnesty International per l’Europa Gauri Van Gulik ha rilasciato questa dichiarazione:

“Oggi le autorità italiane hanno dimostrato che considerano più importante tenere migranti e rifugiati alla larga dalle loro coste piuttosto che proteggere le loro vite e la loro incolumità. Facilitare l’intercettamento e il ritorno in Libia di migranti e rifugiati significherà destinarli ai centri di detenzione del Paese, dove quasi certamente saranno esposti al rischio di subire torture, stupri e anche di essere uccisi. Il voto di oggi potrebbe rendere le autorità italiane complici di quest’orrore.

La denuncia di Amnesty International

“L’Italia, insieme agli altri Stati membri dell’Unione Europea, dovrebbe dedicarsi ad aumentare le operazioni di ricerca e soccorso. Invece, ha scelto di abdicare alle sue responsabilità e di mettere in pericolo le stesse persone che afferma di voler salvare, fornendo addirittura copertura e sostegno militare alla Guardia costiera libica, il cui operato violento e incosciente è stato più volte documentato, anche da Amnesty International.

“L’Italia, inoltre, col sostegno dell’Unione Europea, ha introdotto ostacoli alla capacità delle Organizzazioni Non Governative di salvare persone in mare, dimostrando come il suo approccio complessivo sia errato.

“Questa non è la risposta alla crisi umanitaria in atto nel Mediterraneo centrale, bensì la ricetta per altre sofferenze. Ogni forma di cooperazione con le autorità libiche dovrebbe dare priorità a monitorare il loro comportamento in tema di violazioni dei diritti umani e ad accertare le responsabilità per quelle commesse. Dovrebbe inoltre essere condizionata a un verificabile impegno delle autorità libiche a migliorare le condizioni dei rifugiati e dei migranti in Libia”.

Il giro di vite del governo

Nella stessa occasione il blog di Daniele Barbieri pubblicava il 4 agosto questo commento di Benigno Moi:

La Procura di Trapani ha aspettato solo un giorno. Il 31 luglio il ministero dell’Interno impone alle Organizzazioni Non Governative che operano nel salvataggio a mare nelle acque di fronte alla Libia di firmare il “Codice di condotta” che regolamenta, in 13 punti, le attività di salvataggio nel Mediterraneo.

La maggioranza delle ONG, fra cui Medici senza frontiere (Premio Nobel per la Pace 1999) dichiarano di non accettare molti dei punti contenuti nel codice e non firmano. Il ministero di Marco Minniti nel comunicato emesso alla fine dell’incontro con le ONG dichiara, fra l’altro: «l’aver rifiutato l’accettazione e la firma pone quelle organizzazioni non governative fuori dal sistema organizzato per il salvataggio in mare, con tutte le conseguenze del caso concreto che potranno determinarsi a partire dalla sicurezza delle imbarcazioni stesse».

La “Iuventa” sequestrata

Il 2 agosto la Procura di Trapani mette sotto sequestro giudiziario l’imbarcazione “Iuventa”, dell’organizzazione tedesca Jugend Rettet, impegnata da mesi nell’attività di soccorso davanti alle coste della Libia e fatta conoscere agli italiani da un servizio della trasmissione RAI 2 di Enrico Lucci e Valentina Petrini, «NEMO, nessuno escluso».

Tutto questo nonostante che i più alti gradi della Marina militare, della Guardia costiera e della Guardia di finanza escludano che siano mai emerse prove di rapporti tra ONG e trafficanti, sottolineando anzi la piena collaborazione in quel tratto di mare tra organismi di coordinamento, imbarcazioni statuali e navi delle associazioni umanitarie. Anche la magistratura siciliana, nel corso delle audizioni, ha riconosciuto la sostanziale correttezza delle ONG.

Quali sono allora le ragioni vere del “giro di vite” voluto dal governo italiano e dalla Comunità europea nei confronti delle ONG? Non si tratta solo di farsi dettare l’agenda dal populismo delle destre xenofobe, non si tratta solo del tentativo di forzare il coinvolgimento degli Stati di appartenenza delle stesse ONG, come sembrerebbe indicare uno dei 13 punti del Codice. Di fatto siamo di fronte a qualcosa di più profondo, che va ad incidere su alcuni dei princìpi che davamo per acquisiti e scontati, e su cui si pensava si dovesse riconoscere la nostra civiltà giuridica e morale.

Come è stato detto, “indurre a sospettare che il bene possibile, rappresentato da un’attività umanitaria, possa rivelarsi un male contagioso – i soccorritori alleati ai carnefici – contribuisce potentemente a ridurre in macerie princìpi fondamentali”. E si mette in discussione il valore della cosiddetta legge del mare, «quell’obbligo-diritto-dovere al soccorso e al salvataggio come valore irrinunciabile». Ma non solo: «È da un ventennio almeno che si assiste a forme di pressione sulle organizzazioni non governative da parte di diversi livelli istituzionali – europei, nazionali e internazionali – affinché il Diritto internazionale dei diritti umani venga ricondotto all’interno delle compatibilità politiche di Stati e governi».

È dalla “guerra umanitaria” del Kosovo, infatti, che comincia questa tendenza che ha come obiettivo quello di far perdere progressivamente alle ONG le loro caratteristiche di base quali l’indipendenza e la neutralità, valori fondativi in coerenza anche con le Convenzioni internazionali che regolano queste attività.

Ed è sconfortante l’unanimità, o quasi, con cui la stampa affronta la questione delle operazioni di salvataggio, agendo da megafono acritico dei peggiori luoghi comuni, delle accuse leghiste o di qualche giudice voglioso di protagonismo che poi ammette di non avere alcuna prova per le sue accuse. Non chiedendosi da dove stiano fuggendo le persone soccorse in mare e trovando la soluzione nel riconsegnarle a pseudo governi libici (quale Libia?) più o meno riconosciuti dai governi occidentali, scopertamente complici dei veri trafficanti.

Che se poi, a volerci ragionare un po’ con la mente serena, dovessimo fare una graduatoria degli “autori delle nefandezze” coinvolti nel fenomeno delle migrazioni, dovremmo mettere: le multinazionali che impoveriscono e avvelenano i Paesi di partenza dei profughi; la Banca Mondiale che strozza col debito i Paesi del “Terzo Mondo”; i produttori/venditori/utilizzatori delle armi che restano il motore della nostra economia; i dittatori grandi e piccoli che lasciamo a governare per conto dei nostri affari quei Paesi, dove esportiamo i nostri rifiuti; i bravi cittadini europei che vanno in Africa, Asia e Sudamerica in cerca di ragazzini/ragazzine… siamo proprio certi che fra tutti i soggetti coinvolti in questa inumana catena, collocheremmo proprio gli scafisti nel gradino più basso? Sono l’ultimo anello, arrivano quando l’unica operazione possibile è strapparli ai lager, danno quella speranza – o illusione di speranza – che invece dovrebbe essere assicurata con i canali ufficiali di accoglienza. Lo fanno per soldi, come lo facevano le mammane quando l’aborto era illegale. Figure che spariscono quando si elimina la domanda.

(Pubblicato su chiesadituttichiesadeipoveri)

(Lunedì, 7 agosto 2017)

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Sono un europeista convinto e mi dispiace assistere agli egoismi "patriottici" di alcuni Paesi della UE. Penso soprattutto a quelli dell'ex blocco sovietico. Come la Polonia che nel 2014-2020 incasserà 110 miliardi di euro, però quando c'è da essere solidali si ritira nei propri "confini". Ma i "confini" sono solo "limiti" che prima o poi saranno abbattuti. La storia non ha mai avuto un percorso lineare, si fanno due passi in avanti poi se ne fa uno indietro, ma si prosegue. Ai "profeti di sventura", a quelli che hanno sempre nostalgia di una mitica "età dell'oro", vorrei semplicemente dire che tale età non è mai esistita. Prendiamo gli ultimi cento anni: due guerre mondiali, il nazi-fascismo, la guerra fredda con l'incubo nucleare, lo stragismo, il terrorismo e chi più ne ha più ne metta. Come canta Francesco De Gregori però "la Storia siamo noi" e dobbiamo sentirci partecipi di questa Storia, perché nessuno né è escluso. Mi ha colpito, qualche sera fa, ascoltare una mia amica che così si è espressa: "molte persone e tanti giovani hanno smesso di essere cittadini". Allora critichiamo, indigniamoci ma in modo partecipativo e generativo. Torniamo a essere cittadini non solo dell'Italia e dell'Europa, ma del Mondo intero e, soprattutto, restiamo Umani.

(Domenica, 8 luglio 2017)

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Mettiamocelo bene in testa: le razze non esistono. Lo dicono anche gli studi di genetica, lo dice il nostro dna. Purtroppo, esistono i razzisti che sono spesso fascisti. Un misto di ignoranza, stupidità, paura, arroganza, desiderio di dominio sull'altro e sul più debole. A costoro vorrei, pure, ricordare che esiste ed esisterà sempre qualcuno più "bianco" e più a "nord" delle loro "belle" facce.

(Sabato, 17 giugno 2017)

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adotta un bambino a distanza

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CHIESA EVANGELICA VALDESE


 
 

 

 

 

 

 

 

 

Per leggere

A cura di Marialuisa Lucia Sergio

Alcide De Gasperi

Diario 1930-1943

Un prezioso documento redatto da un punto di osservazione "privilegiato", il Vaticano, dove Alcide De Gasperi si era rifugiato per sfuggire al carcere fascista. Un diario che annota, quasi giorno dopo giorno, tanti eventi di quel tragico periodo della nostra storia. Traspare l'assoluta sudditanza della chiesa cattolica, della stampa e della cultura in generale nei confronti del regime, l'amarezza, e qualche volta la depressione, dello stesso De Gasperi. (6 dicembre 2019)

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A cura di Daniele Garrone

Ebraismo - Guida Per non ebrei

Per chi vuole avvicinarsi alla ricchezza spirituale e sapienziale dell'ebraismo, questo volumetto fornisce le principali coordinate per orientarsi, anche riguardo ai costumi, alle feste e alle diverse correnti dottrinali, in un universo davvero affascinante da cui proviene gran parte di quello che oggi noi siamo. (26 ottobre 2019)

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Autori Vari

Calabresi per sempre

Ventidue storie scritte da ventidue autori diversi, con un unico filo conduttore: la nostalgia per le proprie radici calabresi. (10 settembre 2019)

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Amos Oz

Nel buio sotto le vaghe stelle

"Nel buio sotto le vaghe stelle" sono anche le ultime parole di questo racconto breve, in cui Rahel, suo padre Pesach e lo studente arabo Adel restano davvero soli e tremanti al cospetto delle loro vite che sembrano mancare di un punto di congiunzione, di qualcosa che possa renderle veramente piene. (7 settembre 2019)

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Dietrich Bonhoeffer

Etica

Il trattato incompiuto di Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano tedesco ucciso nel campo di concentramento di Flossembürg il 9 aprile 1945. L'etica del cristiano non può che essere letta e vissuta alla luce del riconoscimento di Gesù come Signore dell'Universo. (30 agosto 2019)

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Haim Baharier

Qabbalessico

Come dice l'autore non è un libro di Qabbalà, ma un piccolo vocabolario dal quale si sprigionano pillole di sapienza che ci aiutano e leggere alcune storie della Bibbia e anche la realtà in cui ci muoviamo in questo nostro tempo. (18 agosto 2019)

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Haim Baharier

Le dieci parole

Il decalogo come traccia vitale per il presente e per il futuro. Le dieci parole con le quali non possiamo non confrontarci perchè aprono e illuminano il nostro pensiero. (8 agosto 2019)

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Haim Baharier

La Genesi spiegata da mia figlia

La Genesi, come tutti i racconti della Bibbia, è un racconto di mancanze, di claudicanze colmate e riparate dall'intervento del Divino. (28 luglio 2019)

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Herman Melville

Moby Dick

Un libro che non può non essere letto. Un'enciclopedia sotto la forma di un romanzo. La narrazione dell'ossessione del capitano Achab, attraverso la cui comprensione possiamo anche guarire dalle nostre di ossessioni prendendone le giuste distanze. (14 luglio 2019)

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Eric Noffke

Cristo contro Cesare - Come gli ebrei e i cristiani del I secolo risposero alla sfida dell'imperialismo romano

Da Giuseppe Flavio e Filone Alessandrino alle guerre giudaiche, alla nonviolenza "politica" di Gesù e Paolo di Tarso. Un'analisi attenta e documentata del modo variegato con il quale gli attori religiosi e politici del I secolo si rapportarono al potere romano. (7 luglio 2019)

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Rufus Burrow Jr.

Martin Luther King

Uno sguardo attento e informato sul retroterra familiare e sul percorso formativo che hanno ispirato il pensiero e l'azione per i diritti civili di Martin Luther King. Pensiero e azione che si sarebbero ulteriormente evoluti se il pastore battista non fosse stato assassinato a Memphis il 4 aprile 1968. (25 giugno 2019)

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Giampiero Comolli

La malinconia meravigliosa

I discorsi di commiato del Buddha e di Gesù

E' possibile confrontare i grandi discorsi di commiato del Buddha e di Gesù? Per alcuni versi si, per altri non potrebbero essere più distanti. Ma c'è una cosa che sicuramente li accomuna: una meravigliosa malinconia. Il senso di una pace a cui aspirare, la bellezza di una luce di cui talvolta possiamo fare esperienza e che subito dopo ci lascia la sensazione di una mancanza, di un desiderio che comunque siamo chiamati a coltivare con tutte le nostre forze. (1 giugno 2019)

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Francesco Filippi

Mussolini ha fatto anche cose buone

Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo

Un agile "manuale" per smascherare facilmente le bufale che girano sul fascismo, specie sui social. (30 maggio 2019)

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Lutero

La libertà del cristiano

"Il cristiano non vive per se stesso, ma in Cristo e nel prossimo, altrimenti non é cristiano: in Cristo per mezzo della fede, nel prossimo per mezzo dell'amore". Questa è l'essenza dell'intera vita cristiana. Una sintesi mirabile del Trattato che Lutero indirizzò a papa Leone X nel 1520, ma che ancora oggi è in grado di interrogare ogni cristiano che abbia voglia di confrontarsi con la sua fede e con il significato di stare nel mondo senza essere del mondo. (5 maggio 2019)

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Giusy Staropoli Calafati

Il viaggio delle nuvole

Un romanzo ispirato dalla vicenda umana e politica di Mimmo Lucano. Una favola bella, fatta di persone che avevano ritrovato speranza e voglia di vivere. (5 maggio 2019)

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Paolo Squizzato

Dalla cenere alla vita

Siamo molto di più del nostro peccato. Siamo chiamati a vincere i nostri sensi di colpa grazie alla gioia della fede che ci viene donata. (27 aprile 2019)

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Alister E. McGrath

Il pensiero della Riforma

Il XVI secolo rappresenta un passaggio fondamentale per la storia europea e non solo. Nel termine Riforma sono incluse almeno quattro diverse "riforme": quella luterana, quella delle chiese riformate (in particolare il calvinismo), quella radicale (anabattismo) e la controriforma cattolica. Il testo, con un linguaggio accessibile a tutti, percorre quella storia, restando sempre ancorato al contesto nel quale maturò, non solo sotto l'ottica del pensiero teologico e religioso ma anche delle implicazioni che ebbe e che ancora ha sul piano politico, etico, sociale ed economico. (13 aprile 2019)

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David Gossman

Qualcuno con cui correre

Tamar e Assaf, due storie che improvvisamente si incrociano. La volontà, la tenacia e la forza di inseguire un cammino di liberazione che finalmente sfociano nella felicità. (10 aprile 2019)

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Paolo Ricca, Giorgio Tourn

Le 95 tesi di Lutero

Una lente di ingrandimento su alcune delle 95 tesi che sul finire del 1517 contribuirono a scuotere l'Europa dal punto di vista religioso, sociale e politico. (25 febbraio 2019)
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Paolo Ricca

Dell'aldilà e dall'aldilà - Che cosa accade quando si muore?

E' la domanda delle domande. Il teologo valdese parte da una disamina delle varie visioni filosofiche e religiose per giungere a delle conclusioni coerenti con il suo cristianesimo. (15 febbraio 2019)

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Guido Dall'Olio

Martin Lutero

Una lettura della vita, dell'opera e delle relazioni del riformatore tedesco contestualizzata nel tempo e scevra da pregiudizi. (10 febbraio 2019)

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Brunetto Salvarani

Il vangelo secondo i Simpson - Da Bart a Barth

L'ironia, spesso, tratta i temi della fede con più profondità di molti seriosi sermoni. (16 gennaio 2019)

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Gioele Dix

La Bibbia ha (quasi sempre) ragione

Con creatività e ironia, Giole Dix "interpreta" alcuni testi dell'Antico Testamento. Il disegno di Dio è davvero imprescrutabile. (26 dicembre 2018)

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Mario Arcuri

Aldo Moro

Spiritualità di un cristiano in politica

Il racconto di un uomo che ha saputo vivere sino alla fine con coerenza e dedizione, sacrificato sull'altare della ragion di stato. (10 dicembre 2018)

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Ernest Emingway

Morte nel pomeriggio

Cronache e "critiche" della corrida, dei matador e di tutto ciò che ci ruota intorno, scritte come un "romanzo". (14 novembre 2018)

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Stefano Catone, Giuseppe Civati, Gianpaolo Coriani e Andrea Maestri

Il capitale disumano

Salvini e l'odio per decreto

Il recente decreto "Salvini" sull'immigrazione svela un'anima razzista. Oltre ad essere per molti aspetti contrario alla Costituzione e alle diverse Convenzioni internazionali sul rispetto dei diritti umani, produrrà problemi notevoli alla gestione delle politiche migratorie perchè scritto secondo un'ottica emergenziale e repressiva del tutto sbagliata. (4 novembre 2018) 

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