In questo periodo di "sospensione" delle nostre vite, di fronte ad un minuscolo virus che però ha la potenza e la forza di sconvolgere tante esistenze e di ribaltare moltissime delle nostre "sicurezze", ci è data però la possibilità di riflettere sui virus di cui sono malati i nostri sistemi sociali.

Le vendite di armi sono in aumento nel mondo: nel periodo 2015-2019 sono cresciute del 5,5% rispetto agli anni 2010-2014. La spesa è pari al 2,2% del pil mondiale, cioè 230 dollari per abitante della terra (Fonte: SIPRI - Stockholm International Peace Research Insitute). Gli Usa sono il primo paese per spese militari, 610 miliardi di dollari nel 2017, pari a un terzo del totale mondiale (Fonte: SIPRI). In Usa il costo di un tampone per verificare l'infezione da coronavirus varia tra i 1.000 e i 4.000 dollari (Fonte: MarketWatch). Poiché il sistema sanitario degli Usa è privato, molti cittadini non possono "permetterselo". Speriamo che la crisi sanitaria e sociale di questi giorni possa almeno insegnarci che alcune strade vanno ripercorse a ritroso, no al turbocapitalismo, no alle privatizzazioni selvagge, no al cinismo, no al commercio delle armi, no alle guerre, più economia sociale, più risorse alla sanità e all'istruzione pubblica, più cura delle persone, più accoglienza, più umanità.

(Martedì, 10 marzo 2020)

Ricevo dal mio amico Peppe Sestito, e pubblico con amarezza. Succede a Novalba di Cardinale, Catanzaro, Italia, 25 febbraio 2020

E' capitato, in questi giorni, a mia sorella Antonella, anche lei costretta sulla sedia a rotelle a causa di una malattia vasculitica invalidante, ma poteva capitare a qualunque altra persona comunemente considerata disable. Su richiesta di una giovane, anch'essa della frazione di Novalba di Cardinale che prossimamente deve ricevere la cresima, aveva accettato con gioia di cresimarla e di farle da Comare, come si dice dalle nostre parti. Ma rimarrà una Comare negata perchè il parroco, forse d'accordo col vescovo, le ha detto chiaramente che non può cresimare ne partecipare alla funzione per questioni di disagio pratico...con giustificazioni del tipo che la chiesa di Cardinale dove si svolgerà la sacra funzione è piccola e non c'è lo spazio di movimento nei pressi dell'altare e che lei non potendosi sollevare in piedi nel momento cruciale per posare la sua mano sulla spalla della cresimanda creerebbe una difficoltà alla somministrazione del sacramento della confermazione, per cui è meglio che la ragazza cerchi un'altra donna cristiana disponibile. Cosa che certamente sarà fatto ma, a parte che le persone interessate ci sono rimaste molto male, a parte che con un po' di comprensione i problemi erano risolvibili, ad esempio la ragazza poteva benissimo abbassarsi un tantino e mia sorella sollevata un poco per un attimo, resta il fatto che forse Gesù non si sarebbe certo comportato così. E a tal proposito riporto in sintesi il brano evangelico del paralitico nella casetta di Cafarnao. "Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola. Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: "Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati". Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra...- disse al paralitico -.  ti ordino  alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua". Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: "Non abbiamo mai visto nulla di simile!". Lui non guardò alla sua comodità ma alla fede del malato e dei suoi amici accompagnatori che, essendo la stanzetta troppo piccola e affollata, lo calarono addirittura scoperchiando il tetto!...e lui, per di più, lo guari!...accogliendolo benevolmente in quella che non era nemmeno casa sua! E la chiesa,per quanto piccola sia, mi pare che sia la casa di Dio, o no? E così  fece capire che il malato era uguale a tutti gli altri nonostante l'impedimento della malattia. Chissà forse Gesù, il classico schiaffetto, più che ai cresimandi l'avrebbe dato ai cresimatori! Vescovo e parroco, in un certo senso, avrebbero potuto compiere un piccolo miracolo, meravigliando tutti, ed invece tutti, o almeno i conoscenti di Antonella e della sua comaruccia, si meravigliano del loro comportamento, che possiamo dire poco caritatevole.

(Martedì, 25 febbraio 2020)

Gesù rispose: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui» (Giovanni 18,36)

Da questo passo dell’evangelo di Giovanni possiamo ricavare due elementi molto importanti. Il primo è che il Regno di Dio non è di questo mondo, il secondo è che il Regno non si può conquistare con la violenza. Gesù è il nonviolento per antonomasia, la fede in Lui non va estorta, non va conquistata con atti violenti. Abbiamo diversi pericopi che ci lasciano questo insegnamento come “Se qualcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scotete la polvere dai vostri piedi.” (Mt. 10,14) e  “Mandò davanti a sé dei messaggeri, i quali, partiti, entrarono in un villaggio dei Samaritani per preparargli un alloggio. Ma quelli non lo ricevettero perché era diretto verso Gerusalemme. Veduto ciò, i suoi discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che un fuoco scenda dal cielo e li consumi?» Ma egli si voltò verso di loro e li sgridò. E se ne andarono in un altro villaggio (Luca 9,52-56).

Desidero però soffermarmi brevemente sulla prima questione. il Regno di Dio non è di questo mondo perché il Regno di Dio è il superamento di questo mondo, è un Regno riconciliato con tutta la Creazione, in cui il male sarà definitivamente sconfitto, in cui tutto l’universo riscoprirà l’innocenza della primitiva Creazione, in cui non ci saranno più malattie né inimicizie, né tantomeno guerre e violenze. Il Regno di Dio sarà quello dove “Il lupo dimorerà insieme con l'agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà. La vacca e l'orsa pascoleranno insieme; si sdraieranno insieme i loro piccoli. Il leone si ciberà di paglia, come il bue. Il lattante si trastullerà sulla buca dell'aspide; il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi. Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perché la saggezza del Signore riempirà il paese come le acque ricoprono il mare” (Isaia 11, 6-9). Il Regno di Dio sarà lo shabbat definitivo della Creazione, il luogo del riposo e del godimento del volto di Dio per l’intero Creato. Come può questo mondo, con il suo carico di violenze, di disuguaglianze, di sfruttamento, di devastazione della perfezione dell’opera creatrice di Dio, essere compatibile con il Regno di Dio? Leggendo di qua e di là alcuni interventi di dotti teologi, anche scrittori di libri di successo, mi pare che abbiano ormai abbandonato l’idea del Regno di Dio che deve venire. Per la loro “teologia” il regno è già qui e finisce pure qui, producendo un annuncio annacquato e sdolcinato che non dispiace più a nessuno, che raccoglie anche applausi e like, ma che perde il sale del Vangelo. L’annuncio comporta in sé il rischio del rifiuto, dobbiamo tenerne conto. Non possiamo dimenticarci delle promesse di Cristo, la nostra fede parte sempre dal riconoscerlo come nostro Signore e trova il suo esito nella Resurrezione: “Ma se non vi è risurrezione dei morti, neppure Cristo è stato risuscitato; e se Cristo non è stato risuscitato, vana dunque è la nostra predicazione e vana pure è la vostra fede (1 Corinzi 15, 13-14). La Resurrezione non è una metafora, ma un evento concreto che si è già realizzato nella storia e che attende anche noi. Siamo eredi di queste promesse di Cristo e aspettiamo cieli nuovi e terra nuova, ci troviamo nel già ma non ancora, la nostra fede e la nostra vita possono diventare un anticipo di quello che pregusteremo ma non potranno mai raggiungere la pienezza di ciò che godremo nel Regno. Non dobbiamo avere paura di annunciarlo, non nascondendo che la visione e il godimento del Regno saranno poi anticipate dal giudizio che sarà di misericordia ma che è pur sempre nelle mani del Signore e della Sua sovranità. Il cristiano, che si mette alla sequela di Gesù, non è ancorato stabilmente in questa vita ma rimane in attesa del Suo Regno e rimane vigile, ben consapevole che la sua Parola è scomoda agli occhi e alla mentalità di questo mondo.    

(Sabato, 8 febbraio 2020)

A leggere i giornali o a guardare la televisione ci si accorge che il livello del razzismo, dell'odio e del rifiuto dell'altro "diverso" da me, è cresciuto tanto e in modo preoccupante nel nostro paese.
Alcuni presidi di Scuole Superiori nel presentare le loro scuole per invogliare più ragazzi ad iscriversi, fanno sapere che gli alunni frequentanti appartengono al ceto medio-alto o che tra i frequentanti non ci sono nomadi.
La scuola, per sua natura, deve essere inclusiva non selettiva, tutti i ragazzi devono avere le stesse possibilità di crescita culturale e sociale, dal sapere, al saper fare e al saper essere.
Il capo di un partito, presente in Parlamento, si permette di prendere in giro un giovane dislessico il quale parlando dal palco in una piazza, piena di gente, ha avuto attimi di incertezza, forse per la troppa emozione!! Adesso non lavora più!!
Tutto ciò, a mia memoria, mai si era visto nel nostro paese!!
Questo deve farci riflettere e molto:
- sulla deriva verso la quale il nostro paese sta andando incontro;
- sulla responsabilità di una certa politica urlata, irrispettosa, populista e spesso razzista;
- sul tipo di politica che vorremmo per il nostro futuro, per quello dei nostri figli e dei nostri giovani.

Teresa Melissari

(Domenica, 19 gennaio 2020)

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adotta un bambino a distanza

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CHIESA EVANGELICA VALDESE


 
 

 

 

 

 

 

 

 

Per leggere

Grazia Rauti

Dalla ginestra alla lavanda - Storie di penna e camorra

La vita di Gianni e di Lucia, protagonisti della nostra narrazione, ci narra di una storia bella e che esiste sempre una seconda possibilità. (22 ottobre 2026)

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Elie Wiesel

Le porte della foresta

Nonostante tutte le bruttezze e gli orrori del nazi-fascismo, alla fine della guerra, queste sono le parole che stanno sulla bocca di Gregor, il protagonista principale della storia, dopo essersi chiesto mille volte se Dio esiste: "Non avrà volto: avrà mille volti. Il Messia, Clara, non è un solo uomo, ma tutti gli uomini. E finché ci saranno uomini, ci sarà anche un Messia". (14 ottobre 2026)

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Gabriella Caramore

Ciò che in me sente sta pensando - Sul divenire dei corpi

Uno sguardo sul mondo dei nostri corpi alla luce del toccare, vedere, ascoltare, odorare, gustare, desiderare, errare, soffrire, ricordare, finire. In una visione quasi olistica. (11 settembre 2026)

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Giacomo Petrarca

Mosè

L'opera indaga il testo biblico, avvalendosi soprattutto dei riferimenti a Freud, della vicenda di Mosè ricavandone che la parola non è mai così come è pronunciata ma è sempre interpretazione e reintepretazione. (21 agosto 2026)

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Francesca Tasca

Valdo di Lione e Francesco d'Assisi Due esperienze cristiane

Un confronto da due delle più belle esperienze cristiane. Ma non c'è vincitore, se non per i poveri valdesi trucidati nel corso dei secoli, ma tutte e due potevano convivere non fosse altro per la smania di potere della santa romana chiesa e dei suoi accoliti. (25 luglio 2026)

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Thomas Harding

Hitler & Mussolini - storia di una strage - Contro Einstein

Il 3 agosto 1944 vengono assassinati, a sangue freddo, Nina, Luce e Cicì, moglie e le due figlie di Robert Einstein (suicidatasi anche lui dopo un breve periodo) a sua volta cugino del più famoso Albert. Le indagini non hanno mai chiarito se per vendetta nei confronti di Albert o per un gesto di codarda vigliaccheria per la loro origine ebrea (anche se Nina, Luce e Cicì erano Valdesi). (4 luglio 2026)

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Giuseppina Torregrossa

La Santuzza è una rosa

Santa Rosalia, patrona di Palermo, è l'esempio di come si diventa una persona rilevante (per la sua comunità) a furor di popolo anzi di donne. (13 giugno 2026)

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Alessandro Barbero

San Francesco

Una rilettura della vita di Francesco attraverso le fonti quali la Vita, Memoriale, Tractatus de miraculis, Leggenda dei Tre Compagni, Compilazione di Assisi, Leggenda maior. (27 maggio 2026)

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Marina Jarre

Ascanio e Margherita

Un epopea storica per i valdesi, quella del "Glorioso Rimpatrio". Tra la fine del 1600 e l'inizio del 1700 va in scena una storia d'amore che supera le persecuzioni. (verso i valdesi) 

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Matteo Nucci

Platone - Una storia d'amore

Un romanzo davvero accattivante. Un Platone inedito e fuori da ogni schema. (24.3.2026)

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Paolo Ricca

Il deserto fiorirà come una rosa

Attraverso 12 saggi, il teologo valdese Paolo Ricca, ci fa capire come le promesse di Dio, in Gesù, sono sempre attuali. Siamo bombardati da molti messaggi, qualche volta contraddittori, ma chi confida nel Signore resta vigile e soprattuto vivo. (17.1.2026)

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Kelly Rimmer

Tutto quello che non si può dire

Tra Alina (nella Polonia del 1938) e  Alice (nostra contemporanea). Una storia che sorprende, con un finale altrettanto sorprendente. (31.12.2025)

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Akwaeke Emezy

Acquadolce

La storia di quella Ada, tra Yshwa, Ala (il pitone), Asghara, gbanje, fratellosorella. (20.12.2025) 

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Aldo Cazzullo

Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l'impero infinito.

 

E' un libro che si legge come un romanzo. Tranne una piccola parte finale che lo appesantisce. (9.12.2025)

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Alessadro Barbero

Donne, madonne, mercanti e cavalieri - Sei storie medievali.

Alcune storie del Basso Medioevo. Salimbene di Parma, Dino Compagni, Jean de Joinville, Caterina da Siena, Chiristine de Pizan, Giovanna d'Arco. (30.11.2025)

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