Denise
"E' un dolore veramente profondo. La sua morte graffia ancora di più le nostre coscienze".
(Luigi Ciotti sulla morte di Denise)
(Venerdì, 11 settembre 2026)
"E' un dolore veramente profondo. La sua morte graffia ancora di più le nostre coscienze".
(Luigi Ciotti sulla morte di Denise)
(Venerdì, 11 settembre 2026)
ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amore di Cristo; perché quando sono debole, allora sono forte. (Seconda lettera ai Corinzi 12:9-10)
(Domenica, 30 agosto 2026)
(A cura della redazione di "Riforma").
L’Associazione Carta di Roma ha aderito all’appello rilanciato dal quotidiano Avvenire, su proposta del professor Eugenio Mazzarella, affinché il prossimo Premio Nobel per la Pace venga assegnato ai bambini di Gaza. Fondata nel dicembre 2011 per dare attuazione al protocollo deontologico per un’informazione corretta sui temi dell’immigrazione – siglato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (CNOG) e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) – l’Associazione vede la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) sedere nel direttivo ed esserne stata uno degli enti fondatori.
In un editoriale pubblicato sul sito dell’Associazione, il presidente e giornalista Nello Scavo spiega le motivazioni di tale adesione: «Non per ‘premiare’ la sofferenza o stabilire una graduatoria tra vittime, ma per obbligare la comunità internazionale a riconoscere un fatto: quando la guerra divora l’infanzia, la politica ha già fallito».
«Gaza – prosegue Scavo – è oggi il luogo in cui questo fallimento assume una forma estrema e insopportabile. Bambini uccisi, mutilati, affamati, rimasti senza genitori, casa, scuola e cure. Dedicare loro il Nobel significherebbe restituire un volto e un nome a chi viene ridotto a cifra e riaffermare che nessuna ragione di Stato, strategia militare, ritorsione o vendetta può rendere sacrificabile un bambino».
Partire da Gaza, però, non significa fermarsi a Gaza, chiosa Scavo.
«Questo riconoscimento non può dimenticare i bambini israeliani uccisi, rapiti o rimasti orfani nell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Deve richiamare anche la sorte dei bambini palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme Est, esposti alle incursioni, alla violenza dei coloni, agli arresti e agli sfollamenti, così come quella dei bambini del Libano, cresciuti ancora una volta tra bombardamenti e fughe. Non sarebbe un Nobel contro Israele, né un’assoluzione per Hamas.
Riconoscere la comune condizione dell’infanzia violata non significa confondere fatti e responsabilità, che devono essere accertati e chiamati per nome. Significa affermare che nessuna colpa degli adulti può essere trasferita sui bambini e che la morte di un bambino non può giustificare quella di un altro».
Per firmare la petizione è stata messa a disposizione una mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
«Nel nostro lavoro – conclude Scavo – abbiamo imparato che l’infanzia non è soltanto la prima vittima della guerra. È anche il terreno sul quale la guerra cerca di prolungarsi, tramandando paura, odio e vendetta alla generazione successiva.
Per questo il significato del riconoscimento deve raggiungere anche i bambini delle guerre quasi dimenticate: Sudan, Congo orientale, Sahel, Yemen, Myanmar, Somalia, per citarne solo alcuni.
Bambini che muoiono lontano dalle telecamere, vengono reclutati, abusati, affamati o privati dell’istruzione.
Pensiamo all’Ucraina: ai bambini uccisi dagli attacchi, a quelli cresciuti nei rifugi e tra le mine e ai minori deportati o trasferiti con la forza, separati dalle famiglie e sottoposti a processi di assimilazione.
Il Nobel ai bambini di Gaza sarebbe così il Nobel all’infanzia violata: non un gesto consolatorio o una contabilità del dolore, ma un’accusa rivolta al mondo degli adulti e la riaffermazione della centralità della Giustizia internazionale, che quei crimini tenta di perseguire tra mille ostacoli.
Il nome di Gaza non restringe questo messaggio. Gli dà volti, un luogo e un’urgenza. Per questo aderiamo. Perché ogni bambino sottratto alla guerra vale più di qualsiasi vittoria militare. E nessuna pace può dirsi tale se arriva dopo avere distrutto l’infanzia».
(Giovedì, 20 agosto 2026)
Sei stata una persona buona, una persona semplice come si addice ai grandi della terra.
Sapevi ridere di tutto e lo facevi con una instancabile ironia. (Peppe Sestito, 23 maggio 2026)
A' Trivella...
Cu tutti i grupa c'avimu
ncià sta povara nazioni
vuonnu u decidimu
supa a' trivellazioni...
Ma ch govenu guappu...
nu referendu e' lussu...
Trivella si o no?
Ma chi leggi bella!
E si si percia u tappu
e na boccia e' vinu russu?
A' migghju trivella...
è ...u tirabusciò!
Peppe Sestito
(Domenica, 24 maggio 2026)
Oggi è la Giornata Internazionale della Terra.
Se solo la smettesse di fare le vostre stupide guerre.
Se solo la smettesse di disseminare i cieli, la terra e i mari di tutte le vostre stupide bombe.
Sarebbe un grande passo per la nostra umanità.
(Mercoledì 22 aprile 2026)
Cristo è risorto, risorgeremo anche noi.
Da tutte queste brutture.
Dal mio dio contro il dio di altri.
Dal fatto che l'uomo non ha fatto mai tesoro delle proprie nefaste guerre.
Dalla concezione che non si può agitare la clava.
Perché le vittime delle guerre non sono altro che i più poveri e gli umili della terra.
Con loro risorgeremo anche noi, perché è solo un attimo, lo schianto di un missile sopra le nostre teste.
Già le vittime di tutte le guerre, passate, presenti e future.
Già perché non basta una malattia che ti uccide.
Già perché ci vuole una solida e bella guerra.
(Domenica, 22 marzo 2026)
Di fronte a Trump che riunisce e si fa imporre le mani da alcuni pastori non c'è che una risposta:
“Quando stendete le mani, distolgo gli occhi da voi; anche quando moltiplicate le vostre preghiere, io non ascolto; le vostre mani sono piene di sangue” (Isaia 1, 15).
(Mercoledì, 11 marzo 2026)
Sabato 8 novembre le volontarie e i volontari AIRC tornano in oltre 2.000 piazze per distribuire i Cioccolatini della Ricerca a fronte di una donazione di 15 euro.
Dal 10 novembre puoi trovarli anche nelle filiali Banco BPM, partner istituzionale di AIRC, su tutto il territorio.
Trova il punto di distribuzione più vicino nella mappa!
Se non puoi andare tu a prendere i Cioccolatini, ordinali comodamente su Amazon e saranno loro a venire da te.
(Sabato, 1 novembre 2025)
Il 7 ottobre 2023, in Israele, sono state distrutte 1.195 vite umane, oltre le persone prese in ostaggio.
Anche questo è un crimine contro l'umanità.
Sono state attaccate forse le persone più esposte del dialogo palestinese-israeliano, le persone più vicine a quella idea di confronto civile tra le parti.
Piangiamo e preghiamo anche per loro.
(Martedì, 7 ottobre 2025)
La Global Sumud Flotilla ci ha fatto un enorme favore.
Lo ha fatto usando le "armi" della nonviolenza.
Quello di mettersi al posto della nostra inerzia, della enorme retorica dei nostri governanti, della inefficienza dei nostri ministri (europei e non solo).
Quello di far capire a noi tutti che non c'è spazio per un governo che in maniera finta afferma di se di essere la più "grande democrazia liberale" del medioriente, uno "stato di diritto", per poi comportarsi come il più grande stato terroristico (Israele).
Non c'è più questo spazio.
Grazie per averci aperto gli occhi.
(Giovedì, 2 ottobre 2025)