Paradossalmente dobbiamo "ringraziare" quei deficienti che ieri hanno esposto a Milano, nei pressi di piazzale Loreto, uno striscione infame inneggiante a Mussolini e al fascismo. Ci ricordano, e ne abbiamo un grande bisogno, che Libertà e Democrazia non sono mai conquistate una volta per tutte, ma bisogna guadegnarsele giorno dopo giorno.

Buon 25 aprile di Liberazione.

(Giovedì, 25 aprile 2019)

5 Mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, disse: 6 «Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta» (Luca 21,5-6). Queste parole di Gesù mi sono risuonate subito nella mente e nel cuore nell’attimo stesso in cui ho visto le prime immagini del rogo della Cattedrale di Notre Dame. E’ un linguaggio profetico, ma non apocalittico, che ci invita a poggiare il fondamento della nostra fede non sui luoghi di culto, sulle costruzioni di mattoni, per quanto splendide possano essere, ma sull’edificio spirituale che è Cristo stesso e quindi, per essere a Lui fedeli, sull’uomo, sui nostri fratelli e sulle nostre sorelle. Le pietre materiali sono destinate a essere distrutte, ma la Parola rimane in eterno e questa Parola ci dice che il centro del nostro amore deve essere l’uomo. Subito dopo ho ricordato la storia che don Tonino Bello ha raccontato in occasione di un incontro con i giovani a Serra San Bruno l’11 aprile 1992, quando ha spiegato quale fosse la differenza tra “basilica minore” e “Basilica Maggiore”: “Basilica Maggiore” è sempre l’uomo. Si possono ritrovare queste parole dal minuto 37,10 di questo file don Tonino Bello.

Ieri abbiamo ricevuto le tristissime notizie delle stragi nel Sri Lanka. Non conosciamo ancora le origini del massacro, ma quello che addolora è che, ancora una volta, è stato colpito il vero Tempio che Gesù ci ha insegnato ad amare: quello dell’uomo e la sua sacralità assoluta. E’ qui che sta la divinità, è questo il Sancta Sanctorum che nessuno ha il diritto di violare.

Anche a questo proposito, c’è una bella poesia di Dietrich Bonhoeffer che può aiutarci a comprendere la necessità di liberarci da ogni forma di idolatria.

CRISTIANI E PAGANI

Uomini vanno a Dio nella loro tribolazione,
piangono per aiuto, chiedono felicità e pane,
salvezza dalla malattia, dalla colpa, dalla morte.
Così fanno tutti, tutti, cristiani e pagani.

Uomini vanno a Dio nella sua tribolazione,
lo trovano povero, oltraggiato, senza tetto né pane,
lo vedono consunto da peccati, debolezza e morte.
I cristiani stanno vicino a Dio nella sua sofferenza.

Dio va a tutti gli uomini nella loro tribolazione,
sazia il corpo e l'anima del suo pane,
muore in croce per cristiani e pagani
e a questi e a quelli perdona.

(Lunedì, 22 aprile 2019)

"Non pronunciare il nome del SIGNORE, Dio tuo, invano; perché il SIGNORE non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano" (Esodo 20,7). Secondo gli "insegnamenti" ricevuti da piccoli al catechismo, è il secondo "comandamento" del "decalogo", delle "dieci parole". Ci è stato spiegato che il suo significato è sostanzialmente "non bestemmiare". Una soluzione semplicistica che, agli occhi di oggi, potrebbe essere ritenuta solo un consiglio di buona educazione ma che, al pari di altre "catechesi", da bambini ci terrorizzava. Infatti, esistono forme molto più gravi della "bestemmia", per come viene genericamente intesa, che "violano" il nome di Dio. Pronunciamo il nome di Dio invano ogni volta che lo trasformiamo in un idolo compiacente ai nostri desideri, alla nostra volontà, ai nostri disegni di dominio, tutte le volte in cui, appropriandocene, diciamo "Dio è con noi", come la frase scritta sulle fibbie dei cinturoni dell'esercito tedesco della prima e seconda guerra mondiale. La Scrittura, proprio per non pronunciare il nome dell'Altissimo, lo designava con il tetragramma YHWH, ma gli autori e i redattori della stessa Scrittura ne violarono a loro volta il nome quando attribuirono a Dio i loro stermini (Giosuè 11,12-15), contravvenendo anche alla Parola "Non uccidere" (Esodo 20,13). Come cristiani abbiamo violato il Suo nome tutte le volte che in suo nome, ma con la nostra violenza, abbiamo ucciso, abbiamo combattutto guerre di religione, abbiamo, in pratica, fatto scomparire popoli millenari con eccidi che davvero gridano giustizia al cospetto del Signore. Non esiste alcuna "teologia" che possa giustificare l'assassinio del fratello. Pronunciamo ancora oggi il Suo nome invano, quando separiamo le persone, quando perseguitiamo le minoranze, quando neghiamo i diritti ai deboli (al povero, allo straniero, alla vedova, all'orfano secondo il linguaggio biblico), "confondendo" la nostra volonta con quella del Signore. Questo è il vero peccato, spezzare le relazioni, tirare sempre Dio dalla nostra parte. Dio però non si fa "tirare" dalla giacchetta, perchè Dio è il Tutto e nessuno può ritenerlo proprio, perchè Dio è Libertà e nessuno può incatenarlo al proprio volere, soprattutto quando è una bramosia di potere, di dominio, di afflizione degli altri, perchè Dio è Armonia dell'universo e fra tutti le donne e gli uomini, perchè Dio è l'Arcobaleno e non un solo colore.

(Sabato, 6 aprile 2019)

Negli anni passati abbiamo creduto che la "rete", anche i social, potessero essere dei mezzi in grado di farci intrecciare relazioni più grandi, più intense, capaci di accrescere la nostra umanità, di costruire una globalità universale dove il locale potesse convivere con il transnazionale secondo uno spirito che avesse come unico obiettivo la pace e il benessere di tutte le persone. Ma la speranza di avere una rete "libera", si é trasformata nell'incubo di una rete brutale, frustrata e cattiva dove i messaggi dell'odio hanno purtroppo la meglio. E' davvero una sconfitta, almeno per il momento. A ciò si aggiunge la considerazione che la rete stessa é percepita, ormai da molti, non come uno strumento ma come un fine e anche come un modo per esaltare il proprio particolare e il proprio egocentrismo a scapito dell'idea di comunità. Certo é più facile distruggere che costruire, è più semplice seminare zizzania che il buon seme, ma dobbiamo riconoscere che questi "cattivi" coltivatori, ci hanno sopraffatto e hanno avuto gioco facile, anche perché abbiamo contribuito ad alimentarli. Ora la domanda è quella di sempre: cosa fare per, quanto meno, attenuare questa spirale perversa pur nella consapevolezza che comunque è ormai radicata nel tessuto sociale, ben più di quanto immaginiamo? Non conosco la risposta, ma una reazione potrebbe essere quella di reintrecciare quel filo di relazioni personali e sociali vere e autentiche, costruite sull'incontro dei volti, di cui forse abbiamo smarrito il valore e la bellezza.

(Sabato, 9 febbraio 2019)

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CHIESA EVANGELICA VALDESE


 
 

 

 

 

 

 

 

 

Per leggere

Grazia Rauti

Dalla ginestra alla lavanda - Storie di penna e camorra

La vita di Gianni e di Lucia, protagonisti della nostra narrazione, ci narra di una storia bella e che esiste sempre una seconda possibilità. (22 ottobre 2026)

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Elie Wiesel

Le porte della foresta

Nonostante tutte le bruttezze e gli orrori del nazi-fascismo, alla fine della guerra, queste sono le parole che stanno sulla bocca di Gregor, il protagonista principale della storia, dopo essersi chiesto mille volte se Dio esiste: "Non avrà volto: avrà mille volti. Il Messia, Clara, non è un solo uomo, ma tutti gli uomini. E finché ci saranno uomini, ci sarà anche un Messia". (14 ottobre 2026)

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Gabriella Caramore

Ciò che in me sente sta pensando - Sul divenire dei corpi

Uno sguardo sul mondo dei nostri corpi alla luce del toccare, vedere, ascoltare, odorare, gustare, desiderare, errare, soffrire, ricordare, finire. In una visione quasi olistica. (11 settembre 2026)

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Giacomo Petrarca

Mosè

L'opera indaga il testo biblico, avvalendosi soprattutto dei riferimenti a Freud, della vicenda di Mosè ricavandone che la parola non è mai così come è pronunciata ma è sempre interpretazione e reintepretazione. (21 agosto 2026)

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Francesca Tasca

Valdo di Lione e Francesco d'Assisi Due esperienze cristiane

Un confronto da due delle più belle esperienze cristiane. Ma non c'è vincitore, se non per i poveri valdesi trucidati nel corso dei secoli, ma tutte e due potevano convivere non fosse altro per la smania di potere della santa romana chiesa e dei suoi accoliti. (25 luglio 2026)

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Thomas Harding

Hitler & Mussolini - storia di una strage - Contro Einstein

Il 3 agosto 1944 vengono assassinati, a sangue freddo, Nina, Luce e Cicì, moglie e le due figlie di Robert Einstein (suicidatasi anche lui dopo un breve periodo) a sua volta cugino del più famoso Albert. Le indagini non hanno mai chiarito se per vendetta nei confronti di Albert o per un gesto di codarda vigliaccheria per la loro origine ebrea (anche se Nina, Luce e Cicì erano Valdesi). (4 luglio 2026)

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Giuseppina Torregrossa

La Santuzza è una rosa

Santa Rosalia, patrona di Palermo, è l'esempio di come si diventa una persona rilevante (per la sua comunità) a furor di popolo anzi di donne. (13 giugno 2026)

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Alessandro Barbero

San Francesco

Una rilettura della vita di Francesco attraverso le fonti quali la Vita, Memoriale, Tractatus de miraculis, Leggenda dei Tre Compagni, Compilazione di Assisi, Leggenda maior. (27 maggio 2026)

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Marina Jarre

Ascanio e Margherita

Un epopea storica per i valdesi, quella del "Glorioso Rimpatrio". Tra la fine del 1600 e l'inizio del 1700 va in scena una storia d'amore che supera le persecuzioni. (verso i valdesi) 

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Matteo Nucci

Platone - Una storia d'amore

Un romanzo davvero accattivante. Un Platone inedito e fuori da ogni schema. (24.3.2026)

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Paolo Ricca

Il deserto fiorirà come una rosa

Attraverso 12 saggi, il teologo valdese Paolo Ricca, ci fa capire come le promesse di Dio, in Gesù, sono sempre attuali. Siamo bombardati da molti messaggi, qualche volta contraddittori, ma chi confida nel Signore resta vigile e soprattuto vivo. (17.1.2026)

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Kelly Rimmer

Tutto quello che non si può dire

Tra Alina (nella Polonia del 1938) e  Alice (nostra contemporanea). Una storia che sorprende, con un finale altrettanto sorprendente. (31.12.2025)

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Akwaeke Emezy

Acquadolce

La storia di quella Ada, tra Yshwa, Ala (il pitone), Asghara, gbanje, fratellosorella. (20.12.2025) 

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Aldo Cazzullo

Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l'impero infinito.

 

E' un libro che si legge come un romanzo. Tranne una piccola parte finale che lo appesantisce. (9.12.2025)

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Alessadro Barbero

Donne, madonne, mercanti e cavalieri - Sei storie medievali.

Alcune storie del Basso Medioevo. Salimbene di Parma, Dino Compagni, Jean de Joinville, Caterina da Siena, Chiristine de Pizan, Giovanna d'Arco. (30.11.2025)

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