Il 25 aprile, come la Pesach ebraica e la Pasqua cristiana, è l'uscità verso la libertà. Non è l'eliminazione di ogni difficoltà e di ogni lotta, ma segna un orizzonte di rottura dalla schiavitù e dalla tirannia. E' il respiro della speranza incarnato da tanti uomini e donne che hanno sacrificato e "santificato" le loro vite per farcelo godere e noi oggi abbiamo il dovere non solo di farne memoria ma di continuarne a vivere, tra gioie e dolori, la bellezza.

(Sabato, 25 aprile 2020)

Dove la morte sembra avere l'ultima parola, la luce della vita che rinasce ci dona una grande speranza. Il Signore è risorto, è veramente risorto. Gesù colmi della Sua benedizione tutte e tutti.

(Domenica, 12 aprile 2020)

In questo tempo “cattivo”, nel quale il male di un terribile virus circonda le nostre vite, riceviamo nei nostri social, nei servizi di messaggistica, ma anche leggiamo qui e là, su pagine nel web, decine e decine di messaggi “filosofeggianti” sul virus che ci vuole dire qualcosa, che ci vuole comunicare che noi umani l’abbiamo fatta grossa, che (ne ho ricevuto uno pochi minuti fa) in fondo la natura può fare a meno di noi.  Mi sembrano davvero riflessioni fuori posto e a buon mercato. Riflessioni che sembrano uscire da persone che vivono questi momenti di angoscia fuori dal mondo e che fanno esibizione di una speculazione intellettuale algida, nella speranza di restare vivi e poi in fondo continuare a fare quello che si è sempre fatto. Davanti alla sofferenza, alla morte di migliaia di persone in tutto il mondo, come dice la lettura sapienziale di Ecclesiaste 3,4, questo è il tempo del pianto, è il tempo del cordoglio. Il credente in Cristo Gesù, non si può esiliare da questo tempo senza piangere per la sofferenza dei suoi simili. Gesù si è piegato sul dolore delle persone che ha incontrato, ha pianto, si è commosso sino alle sue viscere, ha conosciuto la tristezza e l’incomprensione dell’abbandono. Non è il momento di fare filosofia, questo è il momento in cui dobbiamo stringerci intorno all’umanità sofferente, provare empatia per chi è nella malattia e per chi combatte contro di essa. L’uomo fa parte della creazione, non è qualcosa di estraneo. Il Signore ha formato l’uomo come la più grande meraviglia della sua “fantasia” creatrice. E allora pieghiamoci su questo uomo ferito, non concentriamo la nostra attenzione sulle sue colpe ma preghiamo il Signore per la sua guarigione fisica e, certo, anche morale. Non rimaniamo gelidi e presuntuosi davanti a migliaia di persone che sono consumate nelle loro vite e nei loro affetti, abbiamo il coraggio di riconoscere che questo è proprio un tempo di lamento e di pianto. I Salmi poi ci insegnano che lamentarsi e piangere sono espressioni nella fede in un Dio che non rimane gelido di fronte alle nostre sofferenze. Il nostro pianto e il nostro lamento trovano in Dio un compagno di strada, e anche noi non nascondiamoci in falsi moralismi e superiorità di facciata.

(Domenica, 5 aprile 2020)

Questa crisi ci "costringerà" a cambiare, speriamo in meglio. La parola crisi ha in sè la radice dell'opportunità. In questi giorni tristi, durante i quali a me viene spesso da piangere perchè penso alla sofferenza di migliaia di persone, dobbiamo comunque davvero porci nell'ottica della guarigione. Non "distanziarci" dal dolore dei nostri simili, ma assumerlo in pieno per sconfiggerlo insieme. Per me la Luce è sempre Cristo che ha assunto su di se tutte le sofferenze dell'umano per offrirci una possibilità di guarigione. Personalmente suggerisco, per chi lo desidera, di "utilizzare" questo tempo per riaccostarsi alla Bibbia. E' ricca di storie di cadute rovinose e di redenzioni prodigiose, è il vero capolavoro di tutti i tempi. Dio agisce nella storia e ci guarisce. Consiglio soprattutto il Libro dei Salmi, dove lamento, richiesta di aiuto, guarigione e lode si alternano e si susseguono seguendo il ritmo del respiro dell'umanità. Un bel Salmo che potrebbe aiutarci adesso è il 90(91). Preghiamo costantemente per i medici, gli infermieri e tutti gli angeli che, con il loro lavoro, ci stanno aiutando a superare questo momento difficile.

Salmo 90(91)

1 Tu che abiti al riparo dell'Altissimo
e dimori all'ombra dell'Onnipotente,
2 di' al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio, in cui confido».
3 Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,
dalla peste che distrugge.
4 Ti coprirà con le sue penne
sotto le sue ali troverai rifugio.
5 La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza;
non temerai i terrori della notte
né la freccia che vola di giorno,
6 la peste che vaga nelle tenebre,
lo sterminio che devasta a mezzogiorno.
7 Mille cadranno al tuo fianco
e diecimila alla tua destra;
ma nulla ti potrà colpire.
8 Solo che tu guardi, con i tuoi occhi
vedrai il castigo degli empi.
9 Poiché tuo rifugio è il Signore
e hai fatto dell'Altissimo la tua dimora,
10 non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
11 Egli darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutti i tuoi passi.
12 Sulle loro mani ti porteranno
perché non inciampi nella pietra il tuo piede.
13 Camminerai su aspidi e vipere,
schiaccerai leoni e draghi.
14 Lo salverò, perché a me si è affidato;
lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.
15 Mi invocherà e gli darò risposta;
presso di lui sarò nella sventura,
lo salverò e lo renderò glorioso.
16 Lo sazierò di lunghi giorni
e gli mostrerò la mia salvezza.

(Venerdì, 13 marzo 2020)

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CHIESA EVANGELICA VALDESE


 
 

 

 

 

 

 

 

 

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Dalla ginestra alla lavanda - Storie di penna e camorra

La vita di Gianni e di Lucia, protagonisti della nostra narrazione, ci narra di una storia bella e che esiste sempre una seconda possibilità. (22 ottobre 2026)

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Nonostante tutte le bruttezze e gli orrori del nazi-fascismo, alla fine della guerra, queste sono le parole che stanno sulla bocca di Gregor, il protagonista principale della storia, dopo essersi chiesto mille volte se Dio esiste: "Non avrà volto: avrà mille volti. Il Messia, Clara, non è un solo uomo, ma tutti gli uomini. E finché ci saranno uomini, ci sarà anche un Messia". (14 ottobre 2026)

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L'opera indaga il testo biblico, avvalendosi soprattutto dei riferimenti a Freud, della vicenda di Mosè ricavandone che la parola non è mai così come è pronunciata ma è sempre interpretazione e reintepretazione. (21 agosto 2026)

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Un confronto da due delle più belle esperienze cristiane. Ma non c'è vincitore, se non per i poveri valdesi trucidati nel corso dei secoli, ma tutte e due potevano convivere non fosse altro per la smania di potere della santa romana chiesa e dei suoi accoliti. (25 luglio 2026)

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Il 3 agosto 1944 vengono assassinati, a sangue freddo, Nina, Luce e Cicì, moglie e le due figlie di Robert Einstein (suicidatasi anche lui dopo un breve periodo) a sua volta cugino del più famoso Albert. Le indagini non hanno mai chiarito se per vendetta nei confronti di Albert o per un gesto di codarda vigliaccheria per la loro origine ebrea (anche se Nina, Luce e Cicì erano Valdesi). (4 luglio 2026)

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