Salvini: “È una vicenda del passato, sono tranquillo. Gli italiani sono con noi".
Già detta così è orribile, perché vivaddio siamo ancora uno stato di diritto. Ma poi, prendo il mio passaporto e trovo scritto: "Unione Europea Repubblica Italiana". Ne deduco che sono un italiano, quindi faccio una bella scansione approfondita del mio cuore, dei miei sentimenti, del mio essere razionale e trovo solo pensieri che aborriscono la Lega. Quindi ne deduco altresì che non sono con "loro".
#tuttimenouno
#eicinquestellechedicono

(Sabato, 8 settembre 2018)

Tra Riace e Camini, l'altro ieri, con alcuni amici ci siamo incamminati lungo un percorso del cuore, abbiamo coltivato l'amicizia e la solidarietà non solo verso Mimmo Lucano ma nei confronti di un'umanità dolente che, comunque, continua a perseverare nella speranza come una risorsa cui rimanere "aggrappata" anche quando tutto il resto sembra crollare. Abbiamo incontrato persone, incrociato sguardi, stretto mani e scambiato abbracci, segno di un'umanità che non può e non deve avere confini. Nel cammino siamo stati colpiti dagli occhi buoni Mohammed, un bambino siriano di 11 anni. Gli chiedo da dove viene, mi risponde da Idlib, Siria, proprio una delle città da qualche giorno sotto pesanti bombardamenti. Aggiunge sono "avvocato" e poi "qui niente è sicuro: ogni giorno ci possono mandare via, si può vivere come morire". E' così che ti corrono i brividi lungo la schiena, perché quel dire: "sono un avvocato" è il grido di un bimbo in cerca di giustizia per un'infanzia che gli è stata negata, e "si può vivere e morire ogni giorno" non sono parole normali sulla bocca di un bambino di quell'età: a undici anni non si può pensare alla morte, si vive e basta.
Ora chiedo a tutti coloro che negli ultimi mesi si sono scagliati con rabbia, con violenza, verbale e non solo, contro i migranti dando fondo al peggio di loro stessi sull'onda di "pifferai magici e tragici" che "suonano" musiche tetre di paura e di inimicizia: che male vi ha fatto Mohammed, cos'è che vi ha incattiviti, o forse lo eravate già e lo avete solo tirato fuori, perchè scaricate sui più deboli le vostre personali frustrazioni?
Però, potete sempre cambiare idea, potete "convertirivi", basta ascoltare le storie, basta abbracciare i fratelli e le sorelle, basta andare a Riace.

(Giovedì, 6 settembre 2018)

Gli stracci che stanno "volando" in Vaticano sulla pedofilia, uno dei peggiori crimini di cui una persona possa macchiarsi, dimostrano come le curie, come peraltro tanti luoghi di potere, siano covi di serpenti e di corvi che allontanano le persone dal "gusto", dalla "bellezza" della fede. Essendomi anch'io allontanato progressivamente dal "cattolicesimo" come "religione imperante", non entro in merito a quello che sta succedendo nei "sacri palazzi". Però alcune domande mi sento di formularle. A cosa servono ad una chiesa, che dovrebbe avere come missione esclusiva quella predicare il Vangelo, uno stato, una banca, un esercito (la guardia svizzera)? A cosa serve un clericalismo come classe sacerdotale chiusa in se stessa? A cosa serve l'esclusione dai "luoghi decisionali" dell'altra metà del cielo (pur rappresentando l'altra metà del cielo la maggior parte dei "fedeli" e di coloro che partecipano con assiduità ai riti religiosi), esclusione che non trova alcun fondamento in alcun passo del Vangelo? A cosa serve il celibato, se non a dimostare solo "formalmente" che i sacerdoti sono una classe di puri che respingono ogni tentazione sessuale e quindi separati dagli altri comuni mortali peccatori e fornicatori (cosa smentita dalla realtà dei fatti e dalla cronaca quotidiana)?

(Domenica, 2 settembre 2018)

C'è un olocausto di cui si parla poco e di cui ci si vergogna ancora meno: quello che ha avuto il suo epicentro nell'isola di Gorèe in Senegal, a pochi chilometri dalla capitale Dakar. In quel posto, oggi diventato "un'attrazione turistica", per tre secoli, dal 1536 al 1848, milioni di africani catturati in tutto il continente (non si sa bene il numero, c'è chi dice 20 milioni, chi si spinge sino a 65 milioni), furono consegnati ai negrieri, detenuti in condizioni a dir poco disumane nella Maison des Eclaves e poi, se ritenuti "idonei", venduti ai commercianti europei che li stipavano nelle loro navi e, se non naufragati nel corso della navigazione, li facevano sbarcare in catene nei porti americani dove erano rivenduti come schiavi. Molte donne erano "oggetto", già nell'isola, di schiavismo sessuale. Chi non veniva ritenuto "idoneo" (c'erano persone addette alla verifica della muscolatura) o non raggiungeva il peso prefissato nei tempi di reclusione stabiliti, riceveva in sorte di essere buttato a mare (con catene di quindici chili) in pasto agli squali dopo aver percorso uno stretto e buio, e possiamo solo immaginare quanto angosciante, cunicolo che culminava nella cosiddetta "porta del non ritorno". Tutto ciò anche con la compiacenza della chiesa cattolica e di grandi intellettuali e filosofi come Hegel, Voltaire, Locke, Montesquieu che acquistavano i buoni fruttiferi speciali emessi dai loro rispettivi paesi per finanziare le missioni schiaviste. Ora come ci dovremmo porre di fronte ad una storia come questa? Io penso in una condizione di assoluto rispetto e umiltà, riconoscendo che la nostra "cultura" ha molto da risarcire ai discendenti di questa umanità che ha contribuito con il dolore e con il sangue al nostro "progresso" e che però continua ad essere violata nella sua dignità.

(Mercoledì, 15 agosto 2018)
 

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CHIESA EVANGELICA VALDESE


 
 

 

 

 

 

 

 

 

Per leggere

Grazia Rauti

Dalla ginestra alla lavanda - Storie di penna e camorra

La vita di Gianni e di Lucia, protagonisti della storia, ci narra di una storia bella e che esiste sempre una seconda possibilità. (22 ottobre 2026)

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Elie Wiesel

Le porte della foresta

Nonostante tutte le bruttezze e gli orrori del nazi-fascismo, alla fine della guerra, queste sono le parole che stanno sulla bocca di Gregor, il protagonista principale della storia, dopo essersi chiesto mille volte se Dio esiste: "Non avrà volto: avrà mille volti. Il Messia, Clara, non è un solo uomo, ma tutti gli uomini. E finché ci saranno uomini, ci sarà anche un Messia". (14 ottobre 2026)

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Gabriella Caramore

Ciò che in me sente sta pensando - Sul divenire dei corpi

Uno sguardo sul mondo dei nostri corpi alla luce del toccare, vedere, ascoltare, odorare, gustare, desiderare, errare, soffrire, ricordare, finire. In una visione quasi olistica. (11 settembre 2026)

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Giacomo Petrarca

Mosè

L'opera indaga il testo biblico, avvalendosi soprattutto dei riferimenti a Freud, della vicenda di Mosè ricavandone che la parola non è mai così come è pronunciata ma è sempre interpretazione e reintepretazione. (21 agosto 2026)

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Francesca Tasca

Valdo di Lione e Francesco d'Assisi Due esperienze cristiane

Un confronto da due delle più belle esperienze cristiane. Ma non c'è vincitore, se non per i poveri valdesi trucidati nel corso dei secoli, ma tutte e due potevano convivere non fosse altro per la smania di potere della santa romana chiesa e dei suoi accoliti. (25 luglio 2026)

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Thomas Harding

Hitler & Mussolini - storia di una strage - Contro Einstein

Il 3 agosto 1944 vengono assassinati, a sangue freddo, Nina, Luce e Cicì, moglie e le due figlie di Robert Einstein (suicidatasi anche lui dopo un breve periodo) a sua volta cugino del più famoso Albert. Le indagini non hanno mai chiarito se per vendetta nei confronti di Albert o per un gesto di codarda vigliaccheria per la loro origine ebrea (anche se Nina, Luce e Cicì erano Valdesi). (4 luglio 2026)

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Giuseppina Torregrossa

La Santuzza è una rosa

Santa Rosalia, patrona di Palermo, è l'esempio di come si diventa una persona rilevante (per la sua comunità) a furor di popolo anzi di donne. (13 giugno 2026)

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Alessandro Barbero

San Francesco

Una rilettura della vita di Francesco attraverso le fonti quali la Vita, Memoriale, Tractatus de miraculis, Leggenda dei Tre Compagni, Compilazione di Assisi, Leggenda maior. (27 maggio 2026)

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Marina Jarre

Ascanio e Margherita

Un epopea storica per i valdesi, quella del "Glorioso Rimpatrio". Tra la fine del 1600 e l'inizio del 1700 va in scena una storia d'amore che supera le persecuzioni. (verso i valdesi) 

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Matteo Nucci

Platone - Una storia d'amore

Un romanzo davvero accattivante. Un Platone inedito e fuori da ogni schema. (24.3.2026)

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Paolo Ricca

Il deserto fiorirà come una rosa

Attraverso 12 saggi, il teologo valdese Paolo Ricca, ci fa capire come le promesse di Dio, in Gesù, sono sempre attuali. Siamo bombardati da molti messaggi, qualche volta contraddittori, ma chi confida nel Signore resta vigile e soprattuto vivo. (17.1.2026)

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Kelly Rimmer

Tutto quello che non si può dire

Tra Alina (nella Polonia del 1938) e  Alice (nostra contemporanea). Una storia che sorprende, con un finale altrettanto sorprendente. (31.12.2025)

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Akwaeke Emezy

Acquadolce

La storia di quella Ada, tra Yshwa, Ala (il pitone), Asghara, gbanje, fratellosorella. (20.12.2025) 

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Aldo Cazzullo

Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l'impero infinito.

 

E' un libro che si legge come un romanzo. Tranne una piccola parte finale che lo appesantisce. (9.12.2025)

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Alessadro Barbero

Donne, madonne, mercanti e cavalieri - Sei storie medievali.

Alcune storie del Basso Medioevo. Salimbene di Parma, Dino Compagni, Jean de Joinville, Caterina da Siena, Chiristine de Pizan, Giovanna d'Arco. (30.11.2025)

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