L'11 novembre 1918, con Armistizio di Compiègne, terminava la prima guerra mondiale, quella della "generazione perduta". Milioni di giovani mandati al fronte come carne da macello. Qui, la preghiera di intercessione delle chiese protestanti europee.

"Insieme ai nostri fratelli e sorelle in tutta Europa, oggi commemoriamo il centenario della fine della prima guerra mondiale e preghiamo Dio di concederci la pace.

Dio, la tua Parola dona pace e giustizia, consolazione e compassione.

Veniamo a te per ricordare la sofferenza e l'orrore che la Grande Guerra, che si è conclusa 100 anni fa, ha causato in tutta Europa.

Ricordiamo i milioni di donne, bambini e uomini che sono stati uccisi, affamati, mutilati e cacciati dalle loro case. Ricordiamo la colpa dei nostri antenati nel credere che la guerra potesse risolvere i problemi e rinforzare la legge.

Abbi pietà di noi.

Veniamo a te per ricordare le conseguenze della prima guerra mondiale, che ha costretto le persone a fuggire e le ha derubate della patria, lingua, cultura e storia. Ti chiediamo di guarire questi ricordi, di riconciliare le nazioni e le persone.

Abbi pietà di noi.

Portiamo dinanzi a te la nostra storia in Europa e i nostri ricordi dello sconvolgimento causato dalle guerre. E ti preghiamo a nome di tutti coloro che stanno attualmente fuggendo dalla guerra e dalla miseria, dalla fame e dalla sofferenza; quelli che lasciano la loro patria nella speranza di una vita pacifica per loro e per i loro figli. Apri i nostri cuori e le mani per coloro che hanno bisogno del nostro aiuto in questo momento.

Abbi pietà di noi.

Ti preghiamo per le nostre chiese e congregazioni. Per ricordarci la tua Parola di riconciliazione. Per permetterci di camminare l'uno verso l'altro. Per aiutarci ad ascoltare. Insegnarci a rispettare la storia degli altri. Per seminare gratitudine nei nostri cuori per tutto ciò che ci ha uniti nelle nostre chiese.

Abbi pietà di noi.

Dio, desideriamo la pace e la giustizia, la consolazione e la compassione. Trasformaci in pacificatori. Dacci la forza e il coraggio per instillare il tuo messaggio di pace e riconciliazione nelle nostre società. Aiutaci a rimanere come uno, come i tuoi figli in Europa e oltre.

Abbi pietà di noi.

Dio, ci hai promesso un futuro. Vogliamo rimanere in Te e nella Tua Parola e pregare te insieme a tutto il Cristianesimo sulla Terra nelle parole che Tuo Figlio, Gesù Cristo, ci ha insegnato:

Padre Nostro ..."

(Domenica, 11 novembre 2018)

Martedì 13 novembre, presso la sala Musmi del Parco della Biodiversità di Catanzaro, alle ore 18.00, ci sarà una conferenza pubblica su "Martin Luther King jr. a 50 anni dal suo assassinio". E' un'iniziativa di grande importanza, quanto mai opportuna in questi giorni in cui i fantasmi della xenofobia e dell'odio razziale stanno pericolosamente riemergendo da un passato oscuro e doloroso. Un'occasione per mantenere viva la memoria di un grande profeta della lotta nonviolenta, perchè solo conservando e attualizzando la memoria del bene ci si può aiutare vicendevolmente a costruire una società davvero libera e aperta.

(Lunedì, 5 novembre 2018)

C’è un clima di odio montante. È una sensazione che rattrista e che, soprattutto, preoccupa per le tensioni sociali che alimenta e perché rischia di mettere in crisi anche la tenuta del sistema democratico, non solo italiano. Molti principi, molti diritti che, dopo la fine della seconda guerra mondiale, sembravano acquisiti una volta per sempre, ora sono messi subdolamente in discussione. Non si attaccano direttamente, ma si aggrediscono attraverso la non logica del rifiuto, del disprezzo di tutto ciò che appare diverso da un “modello” ipocrita di “purezza”. La purezza della razza, la purezza della patria, la purezza delle relazioni sentimentali (rigorosamente etero), la purezza del dover stoicamente sopportare, oltre ogni limite, il dolore fisico, quando invece c’è una dignità del morire che equivale a quello del vivere, l'uso della preposizione "prima.." per contrapporla a tutto il resto e creare artificiosamente dei nemici e dei capri espiatori. Per raggiungere questo risultato da sepolcri imbiancati (Matteo 23,27) si attaccano violentemente le persone, si scatenano, anche “grazie” ai social, cattive e virulente campagne di disprezzo e di denigrazione. Tutto ciò che non si condivide, che è diverso, che non corrisponde al mio modo di pensare, deve essere rimosso, calpestato, abbattuto con le ruspe. E qual è lo strumento principe di tutto ciò? Certamente Il linguaggio che viene usato, anche da persone che hanno responsabilità istituzionali, come una clava, che si imbeve di luoghi comuni e di falsità, che invece di creare distrugge. Ci dobbiamo pure chiedere come mai tante persone non solo prestino attenzione a queste parole violente, ma, senza alcun discernimento, addirittura le fanno proprie, le fanno rimbalzare alimentando un modo di sentire comune che prima o poi travolgerà irrimediabilmente anche loro. Ci si può opporre, prima che sia troppo tardi? Si, solo se individualmente, come chiese, come associazioni e corpi sociali riusciamo a reagire non usando parole uguali e contrarie, o peggio slogan, che però mantegono lo "stile" della violenza, ma contrapponendo un linguaggio “altro”, parole che aiutino le persone a riflettere ed a interrogarsi su quella semplice “regola d’oro”, e anche di assoluto buon senso, adottata da tutte le fedi religiose, ma che il Vangelo trasforma in senso positivo: “Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro, perché questa è la legge ed i profeti” (Matteo 7,12). Sono parole che escludono e interrompono qualsiasi forma di odio, anzi ribaltano l’odio in comprensione, in empatia, in un fare che è costruire insieme agli altri e non contro.

(Sabato, 27 ottobre 2018)

Come cristiani abbiamo un serio problema, quello di non conoscere bene la nostra fede, la Parola che dovrebbe illuminare il nostro cammino. Non si spiega altrimenti la "cultura" del rifiuto del "diverso" (che poi, se riflettiamo bene, ognuno di noi è diverso per l'altro) che sempre più, anche nei nostri territori, nella nostra Italia, "anima" il comportamento quotidiano di moltissimi cattolici e non solo. Se poi pensiamo che in Brasile le potenti chiese pentecostali sostengono apertamente la campagna elettorale di un candidato di una destra fascista e violenta come Bolsonaro, allora ci rendiamo conto del grande pericolo che stiamo correndo. La sequela di Gesù non richiede solo un'adesione formale ("Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli - Matteo 7,21), ma un "avvicinarsi", un provare ad "imitare" quello che era il suo stile di vita, la sua umanità. Quindi, come è possibile definirsi cristiani e allo stesso tempo disprezzare lo straniero, il migrante, colui che chiede di essere accolto? E`una vera e propria contraddizione. Abbiamo una fede che ci è arrivata dall'oriente da migranti, da persone che hanno rischiato di morire nei naufragi, come Paolo, e anche noi, a nostra volta, siamo partiti per terre sconosciute per far conoscere la fede ad altri popoli. La nostra storia, come la storia di tutta l'umanità, è una storia di migrazioni, di intrecci, di mescolamenti, di condivisioni. Dobbiamo chiederci pure perchè catechesi e "dottrina" (che brutta parola) non ci abbiamo cambiato il cuore, invece che insegnarci solo precetti e dogmi freddi. Già il "vecchio testamento", contiene pagine ricchissime sul rispetto dei poveri, dei bambini, delle vedove, degli stranieri, cioè delle persone più umili che stavano ai margini della società essendo considerati come degli zeri, parole che dobbiamo riscoprire e approfondire, come queste:  "Non defrauderai il bracciante povero e bisognoso, sia egli uno dei tuoi fratelli o uno degli stranieri che stanno nel tuo paese, entro le tue porte; gli darai il suo salario il giorno stesso, prima che tramonti il sole, perché egli è povero e a questo va il suo desiderio; così egli non griderà contro di te all'Eterno e non ci sarà peccato in te" (Deuteronomio 24,14-15).

(Domenica, 14 ottobre 2018)

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CHIESA EVANGELICA VALDESE


 
 

 

 

 

 

 

 

 

Per leggere

Grazia Rauti

Dalla ginestra alla lavanda - Storie di penna e camorra

La vita di Gianni e di Lucia, protagonisti della storia, ci narra di una storia bella e che esiste sempre una seconda possibilità. (22 ottobre 2026)

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Elie Wiesel

Le porte della foresta

Nonostante tutte le bruttezze e gli orrori del nazi-fascismo, alla fine della guerra, queste sono le parole che stanno sulla bocca di Gregor, il protagonista principale della storia, dopo essersi chiesto mille volte se Dio esiste: "Non avrà volto: avrà mille volti. Il Messia, Clara, non è un solo uomo, ma tutti gli uomini. E finché ci saranno uomini, ci sarà anche un Messia". (14 ottobre 2026)

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Gabriella Caramore

Ciò che in me sente sta pensando - Sul divenire dei corpi

Uno sguardo sul mondo dei nostri corpi alla luce del toccare, vedere, ascoltare, odorare, gustare, desiderare, errare, soffrire, ricordare, finire. In una visione quasi olistica. (11 settembre 2026)

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Giacomo Petrarca

Mosè

L'opera indaga il testo biblico, avvalendosi soprattutto dei riferimenti a Freud, della vicenda di Mosè ricavandone che la parola non è mai così come è pronunciata ma è sempre interpretazione e reintepretazione. (21 agosto 2026)

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Francesca Tasca

Valdo di Lione e Francesco d'Assisi Due esperienze cristiane

Un confronto da due delle più belle esperienze cristiane. Ma non c'è vincitore, se non per i poveri valdesi trucidati nel corso dei secoli, ma tutte e due potevano convivere non fosse altro per la smania di potere della santa romana chiesa e dei suoi accoliti. (25 luglio 2026)

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Thomas Harding

Hitler & Mussolini - storia di una strage - Contro Einstein

Il 3 agosto 1944 vengono assassinati, a sangue freddo, Nina, Luce e Cicì, moglie e le due figlie di Robert Einstein (suicidatasi anche lui dopo un breve periodo) a sua volta cugino del più famoso Albert. Le indagini non hanno mai chiarito se per vendetta nei confronti di Albert o per un gesto di codarda vigliaccheria per la loro origine ebrea (anche se Nina, Luce e Cicì erano Valdesi). (4 luglio 2026)

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Giuseppina Torregrossa

La Santuzza è una rosa

Santa Rosalia, patrona di Palermo, è l'esempio di come si diventa una persona rilevante (per la sua comunità) a furor di popolo anzi di donne. (13 giugno 2026)

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Alessandro Barbero

San Francesco

Una rilettura della vita di Francesco attraverso le fonti quali la Vita, Memoriale, Tractatus de miraculis, Leggenda dei Tre Compagni, Compilazione di Assisi, Leggenda maior. (27 maggio 2026)

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Marina Jarre

Ascanio e Margherita

Un epopea storica per i valdesi, quella del "Glorioso Rimpatrio". Tra la fine del 1600 e l'inizio del 1700 va in scena una storia d'amore che supera le persecuzioni. (verso i valdesi) 

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Matteo Nucci

Platone - Una storia d'amore

Un romanzo davvero accattivante. Un Platone inedito e fuori da ogni schema. (24.3.2026)

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Paolo Ricca

Il deserto fiorirà come una rosa

Attraverso 12 saggi, il teologo valdese Paolo Ricca, ci fa capire come le promesse di Dio, in Gesù, sono sempre attuali. Siamo bombardati da molti messaggi, qualche volta contraddittori, ma chi confida nel Signore resta vigile e soprattuto vivo. (17.1.2026)

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Kelly Rimmer

Tutto quello che non si può dire

Tra Alina (nella Polonia del 1938) e  Alice (nostra contemporanea). Una storia che sorprende, con un finale altrettanto sorprendente. (31.12.2025)

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Akwaeke Emezy

Acquadolce

La storia di quella Ada, tra Yshwa, Ala (il pitone), Asghara, gbanje, fratellosorella. (20.12.2025) 

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Aldo Cazzullo

Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l'impero infinito.

 

E' un libro che si legge come un romanzo. Tranne una piccola parte finale che lo appesantisce. (9.12.2025)

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Alessadro Barbero

Donne, madonne, mercanti e cavalieri - Sei storie medievali.

Alcune storie del Basso Medioevo. Salimbene di Parma, Dino Compagni, Jean de Joinville, Caterina da Siena, Chiristine de Pizan, Giovanna d'Arco. (30.11.2025)

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