"Nakba" significa "Catastrofe", è quello che successe settanta anni fa quando settecentomila palestinesi furono letteralmente cacciati dalla Palestina storica. Pensiamo a come potrebbe reagire ognuno di noi se da un momento all'altro qualcuno venisse a cacciarci dalle nostre case e dirci "te ne devi andare, qui non tornerai mai più". Ma era solo l'inizio, da quel momento in poi le cose peggiorarono, perchè lo Stato di Israele, "grazie" al suo strapotere militare, (ha "solo" 200 testate nucleari puntate sull'Iran e non ha mai aderito al Trattato di non proliferazione delle armi nucleari) ha occupato via via sempre più territorio per insediare le sue colonie, privando i palestinesi dei più elementari diritti umani e condannandoli a vivere in enclave dalle quali non possono neppure fuggire. Ora io mi aspetterei che tutto il popolo israeliano, che amo, provasse a comprendere e a dimostrarsi solidale con quello palestinese proprio per non dimenticare quello che ha vissuto con la Shoah ed evitare che la storia si ripeta al contrario, con le vittime che si trasformano in carnefici.

(Domenica, 20 maggio 2018)

“Perché l'Italia non cada in braccio ai comunisti, è meglio che muoia un uomo solo piuttosto che tutta la nazione perisca".

Alla faccia dei “valori non negoziabili”: la curia romana come il sinedrio di Caifa. Questa é la sconvolgente verità che é emersa il 9 maggio nel corso di una celebrazione eucaristica in memoria di Aldo Moro. Ne prendiamo atto come l’ennesima conferma che la chiesa cattolica é un sistema di potere secolare allergico e refrattario a qualsiasi autentico cambiamento, sempre pronto, sempre dopo però, a stracciarsi le vesti e magari ad innalzare agli onori degli altari i malcapitati martiri. Leggere per credere, parola del mons. Luigi Bettazzi.

“Cari Amici,
infine, dopo 40 anni, è stato pagato il riscatto per Moro. Tale è il significato della celebrazione ecclesiale avvenuta a San Gregorio al Celio nel quarantesimo anniversario della sua morte cruenta: quel riscatto di cui Moro aveva preservato la legittimità nella legislazione del Paese, come ci racconta Cristiano Zironi, e che invece era stato impedito quando si trattava di riscattare la sua vita dalle mani delle Brigate Rosse. E non solo era stato impedito il riscatto (Paolo VI aveva fatto raccogliere 10 miliardi), ma era stata considerata preferibile la sua morte, in base alla sentenza di Caifa, ripetuta in quei giorni nelle stanze della Segreteria di Stato di Sua Santità: "perché l'Italia non cada in braccio ai comunisti, è meglio che muoia un uomo solo piuttosto che tutta la nazione perisca". È ciò che risulta dalla testimonianza del vescovo mons. Luigi Bettazzi, che ha presieduto l'eucarestia a San Gregorio, che don Innocenzo Gargano ha ricordato durante l'omelia. Certo, era una parola della Curia, non della Chiesa (il "ministro degli esteri" vaticano che lo disse a Bettazzi era allora il cardinale Villot, non ancora segretario di Stato), e tuttavia è il lampo di verità che illumina tutto il buio (i cosiddetti "misteri") del sequestro e dell'assassinio di Aldo Moro, e che dice, non per via di deduzione politica o storica, ma a viva voce e a chiare lettere, che l'intero sistema di opinione e di potere, interno ed estero, in cui avvenne il dramma, di fatto sposava la tribale sentenza di Caifa e del Sinedrio sul sacrificio necessario di Moro.” (Fonte: Newsletter chiesadituttichiesadeipoveri n. 89 dell’11 maggio 2018)

(Domenica, 13 maggio 2018)

«Perché la guerra, perché la più grande stupidità criminale che l’umanità possa commettere?» «Chi meglio di un povero sa che cos’è la povertà? Italiani e austroungarici si conoscevano, erano la stessa cosa: poveri, strappati al latifondo, sulla guerra nemmeno un pensiero. Dovevano farla, la facevano, e basta». Niente di nuovo sul fronte, niente di nuovo in fronte: giovani mandati al macello, e i loro comandanti che oggi sono monumenti, pietra e marmo sui piedistalli: «Bisognerebbe scriverci sotto criminale di guerra».

Questo era il pensiero di Ermanno Olmi (fonte:Micromega), scomparso pochi giorni fa.

La guerra però' rimane con il suo carico di dolore e di morte.

Il 7 luglio del 2017 l'Assemblea delle Nazioni Unite, con il voto favorevole di 122 Stati, ha approvato, grazie alla campagna di ICAN premio nobel per la Pace 2017, il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari. Il Governo italiano e i suoi rappresentanti hanno dichiarato in più occasioni di non avere intenzione di aderire a tale Trattato. Da qui è nata l'iniziativa "Italia Ripensaci" della Rete Italiana per il Disarmo, alla quale hanno aderito numerosi Comuni italiani, tra cui qualche giorno fa anche Milano.

Io, da poco, ho scritto al Sindaco di Chiaravalle Centrale per chiedergli di proporre al Consiglio Comunale l'approvazione di una mozione che inviti il Governo Italiano, qualsiasi esso sia, ad aderire al Trattato e la convocazione di un Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza sul tema del disarmo nucleare.
Ognuno di noi può scrivere al Sindaco del proprio Comune di residenza, perché la guerra ci sembra una cosa lontana solo fino a quando le vediamo in televisione, invece ci riguarda tutti e ciò che non facciamo adesso ci sarà rimproverato dai nostri figli.
Tutte le informazioni possono essere recuperate dal sito di disarmo.org.


(Giovedì, 10 maggio 2018)

Ieri il cardinale Bassetti, presidente della conferenza episcopale italiana, a Reggio Calabria, in un'intervista a margine del 67° Congresso nazionale della Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci), ha parlato ancora della necessità di tornare ad un "cattolicesimo politico" e ad un "umanesimo cristiano". Del cattolicesimo politico non ne comprendo proprio il significato e neanche chi sono i destinatari dell'appello (magari dovrebbe parlarne ai "buoni cattolici leghisti"). Per il resto sarebbe auspicabile un cristianesimo umano piuttosto che un umanesimo cristiano (che danni ne ha provocati parecchi).

(Domenica, 7 maggio 2018)

_______________________

adotta un bambino a distanza

________________________

 

 

 

 

 

CHIESA EVANGELICA VALDESE


 
 

 

 

 

 

 

 

 

Per leggere

Grazia Rauti

Dalla ginestra alla lavanda - Storie di penna e camorra

La vita di Gianni e di Lucia, protagonisti della storia, ci narra di una storia bella e che esiste sempre una seconda possibilità. (22 ottobre 2026)

__________________________ 

Elie Wiesel

Le porte della foresta

Nonostante tutte le bruttezze e gli orrori del nazi-fascismo, alla fine della guerra, queste sono le parole che stanno sulla bocca di Gregor, il protagonista principale della storia, dopo essersi chiesto mille volte se Dio esiste: "Non avrà volto: avrà mille volti. Il Messia, Clara, non è un solo uomo, ma tutti gli uomini. E finché ci saranno uomini, ci sarà anche un Messia". (14 ottobre 2026)

__________________________

Gabriella Caramore

Ciò che in me sente sta pensando - Sul divenire dei corpi

Uno sguardo sul mondo dei nostri corpi alla luce del toccare, vedere, ascoltare, odorare, gustare, desiderare, errare, soffrire, ricordare, finire. In una visione quasi olistica. (11 settembre 2026)

__________________________

Giacomo Petrarca

Mosè

L'opera indaga il testo biblico, avvalendosi soprattutto dei riferimenti a Freud, della vicenda di Mosè ricavandone che la parola non è mai così come è pronunciata ma è sempre interpretazione e reintepretazione. (21 agosto 2026)

__________________________

Francesca Tasca

Valdo di Lione e Francesco d'Assisi Due esperienze cristiane

Un confronto da due delle più belle esperienze cristiane. Ma non c'è vincitore, se non per i poveri valdesi trucidati nel corso dei secoli, ma tutte e due potevano convivere non fosse altro per la smania di potere della santa romana chiesa e dei suoi accoliti. (25 luglio 2026)

__________________________

Thomas Harding

Hitler & Mussolini - storia di una strage - Contro Einstein

Il 3 agosto 1944 vengono assassinati, a sangue freddo, Nina, Luce e Cicì, moglie e le due figlie di Robert Einstein (suicidatasi anche lui dopo un breve periodo) a sua volta cugino del più famoso Albert. Le indagini non hanno mai chiarito se per vendetta nei confronti di Albert o per un gesto di codarda vigliaccheria per la loro origine ebrea (anche se Nina, Luce e Cicì erano Valdesi). (4 luglio 2026)

__________________________

Giuseppina Torregrossa

La Santuzza è una rosa

Santa Rosalia, patrona di Palermo, è l'esempio di come si diventa una persona rilevante (per la sua comunità) a furor di popolo anzi di donne. (13 giugno 2026)

__________________________

Alessandro Barbero

San Francesco

Una rilettura della vita di Francesco attraverso le fonti quali la Vita, Memoriale, Tractatus de miraculis, Leggenda dei Tre Compagni, Compilazione di Assisi, Leggenda maior. (27 maggio 2026)

__________________________

Marina Jarre

Ascanio e Margherita

Un epopea storica per i valdesi, quella del "Glorioso Rimpatrio". Tra la fine del 1600 e l'inizio del 1700 va in scena una storia d'amore che supera le persecuzioni. (verso i valdesi) 

__________________________

Matteo Nucci

Platone - Una storia d'amore

Un romanzo davvero accattivante. Un Platone inedito e fuori da ogni schema. (24.3.2026)

__________________________

Paolo Ricca

Il deserto fiorirà come una rosa

Attraverso 12 saggi, il teologo valdese Paolo Ricca, ci fa capire come le promesse di Dio, in Gesù, sono sempre attuali. Siamo bombardati da molti messaggi, qualche volta contraddittori, ma chi confida nel Signore resta vigile e soprattuto vivo. (17.1.2026)

__________________________

Kelly Rimmer

Tutto quello che non si può dire

Tra Alina (nella Polonia del 1938) e  Alice (nostra contemporanea). Una storia che sorprende, con un finale altrettanto sorprendente. (31.12.2025)

__________________________

Akwaeke Emezy

Acquadolce

La storia di quella Ada, tra Yshwa, Ala (il pitone), Asghara, gbanje, fratellosorella. (20.12.2025) 

__________________________

Aldo Cazzullo

Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l'impero infinito.

 

E' un libro che si legge come un romanzo. Tranne una piccola parte finale che lo appesantisce. (9.12.2025)

 __________________________

Alessadro Barbero

Donne, madonne, mercanti e cavalieri - Sei storie medievali.

Alcune storie del Basso Medioevo. Salimbene di Parma, Dino Compagni, Jean de Joinville, Caterina da Siena, Chiristine de Pizan, Giovanna d'Arco. (30.11.2025)

 __________________________

Continua a leggere

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.