Stiamo trascorrendo i nostri giorni in un clima di paura. E’ una paura globale che attanaglia le nostre vite sin dal mattino e che ci soffoca anche nel sonno. E’ una paura che non ci lascia il respiro e che televisione, radio e giornali alimentano senza soluzione di continuità e senza tanti scrupoli. E’ una paura che lascia sgomenti, modifica i nostri comportamenti e condiziona le relazioni sociali. E’ una paura che crea diffidenza per tutto ciò che non consociamo, ma ormai anche per ciò che dovremmo conoscere bene. E’ una paura che ci rende schiavi dei pregiudizi e di coloro che con la nostra paura si giocano i loro destini politici ed economici. E’ una paura che, si va bene, schieriamo l’esercito. E’ una paura che, si va bene, arrestiamo l’immigrato, anche se onesto lavoratore. E’ una paura che però non ci impedisce di sfruttarlo quello stesso immigrato nelle nostre aziende, senza sicurezza e magari anche senza paga. E’ una paura che può abbrutirci. E’ una paura che sgretola la fiducia nel futuro di una società che non riesce più a trovare punti di riferimento credibili.

E’ una paura che però si può e si deve vincere non facendoci condizionare da facili slogan, ma mantenendo capacità di discernimento, senso della misura e la voglia di guardare avanti nella consapevolezza che i problemi non si risolvono solo pensando di fare la faccia dura, ma adoperandosi per creare condizioni di giustizia sostanziale in grado di garantire il rispetto delle regole di convivenza civile con i principi di solidarietà sociale che rappresentano i pilastri della nostra costituzione democratica.

E’ una mediazione alta che richiede più fatica rispetto alle soluzioni semplicistiche che in questi giorni, sull’onda dell’emotività dell’opinione pubblica, si stanno prospettando, ma è l’unica strada che veramente può liberarci dai nostri incubi e non farci cadere nella trappola di credere di salvarci creando sopra le nostre teste bolle di cristallo destinate inevitabilmente a rompersi. Risposte diverse fanno solo il gioco di chi ha interesse a speculare sui timori di una società disorientata e forse vuole farci ripiombare indietro nel tempo.

(Venerdì, 20 giugno 2008)

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CHIESA EVANGELICA VALDESE


 
 

 

 

 

 

 

 

 

Per leggere

Grazia Rauti

Dalla ginestra alla lavanda - Storie di penna e camorra

La vita di Gianni e di Lucia, protagonisti della nostra narrazione, ci narra di una storia bella e che esiste sempre una seconda possibilità. (22 ottobre 2026)

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Elie Wiesel

Le porte della foresta

Nonostante tutte le bruttezze e gli orrori del nazi-fascismo, alla fine della guerra, queste sono le parole che stanno sulla bocca di Gregor, il protagonista principale della storia, dopo essersi chiesto mille volte se Dio esiste: "Non avrà volto: avrà mille volti. Il Messia, Clara, non è un solo uomo, ma tutti gli uomini. E finché ci saranno uomini, ci sarà anche un Messia". (14 ottobre 2026)

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Gabriella Caramore

Ciò che in me sente sta pensando - Sul divenire dei corpi

Uno sguardo sul mondo dei nostri corpi alla luce del toccare, vedere, ascoltare, odorare, gustare, desiderare, errare, soffrire, ricordare, finire. In una visione quasi olistica. (11 settembre 2026)

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Giacomo Petrarca

Mosè

L'opera indaga il testo biblico, avvalendosi soprattutto dei riferimenti a Freud, della vicenda di Mosè ricavandone che la parola non è mai così come è pronunciata ma è sempre interpretazione e reintepretazione. (21 agosto 2026)

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Francesca Tasca

Valdo di Lione e Francesco d'Assisi Due esperienze cristiane

Un confronto da due delle più belle esperienze cristiane. Ma non c'è vincitore, se non per i poveri valdesi trucidati nel corso dei secoli, ma tutte e due potevano convivere non fosse altro per la smania di potere della santa romana chiesa e dei suoi accoliti. (25 luglio 2026)

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Thomas Harding

Hitler & Mussolini - storia di una strage - Contro Einstein

Il 3 agosto 1944 vengono assassinati, a sangue freddo, Nina, Luce e Cicì, moglie e le due figlie di Robert Einstein (suicidatasi anche lui dopo un breve periodo) a sua volta cugino del più famoso Albert. Le indagini non hanno mai chiarito se per vendetta nei confronti di Albert o per un gesto di codarda vigliaccheria per la loro origine ebrea (anche se Nina, Luce e Cicì erano Valdesi). (4 luglio 2026)

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Giuseppina Torregrossa

La Santuzza è una rosa

Santa Rosalia, patrona di Palermo, è l'esempio di come si diventa una persona rilevante (per la sua comunità) a furor di popolo anzi di donne. (13 giugno 2026)

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Alessandro Barbero

San Francesco

Una rilettura della vita di Francesco attraverso le fonti quali la Vita, Memoriale, Tractatus de miraculis, Leggenda dei Tre Compagni, Compilazione di Assisi, Leggenda maior. (27 maggio 2026)

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Marina Jarre

Ascanio e Margherita

Un epopea storica per i valdesi, quella del "Glorioso Rimpatrio". Tra la fine del 1600 e l'inizio del 1700 va in scena una storia d'amore che supera le persecuzioni. (verso i valdesi) 

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Matteo Nucci

Platone - Una storia d'amore

Un romanzo davvero accattivante. Un Platone inedito e fuori da ogni schema. (24.3.2026)

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Paolo Ricca

Il deserto fiorirà come una rosa

Attraverso 12 saggi, il teologo valdese Paolo Ricca, ci fa capire come le promesse di Dio, in Gesù, sono sempre attuali. Siamo bombardati da molti messaggi, qualche volta contraddittori, ma chi confida nel Signore resta vigile e soprattuto vivo. (17.1.2026)

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Kelly Rimmer

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Tra Alina (nella Polonia del 1938) e  Alice (nostra contemporanea). Una storia che sorprende, con un finale altrettanto sorprendente. (31.12.2025)

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Akwaeke Emezy

Acquadolce

La storia di quella Ada, tra Yshwa, Ala (il pitone), Asghara, gbanje, fratellosorella. (20.12.2025) 

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Aldo Cazzullo

Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l'impero infinito.

 

E' un libro che si legge come un romanzo. Tranne una piccola parte finale che lo appesantisce. (9.12.2025)

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Alessadro Barbero

Donne, madonne, mercanti e cavalieri - Sei storie medievali.

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