L'arresto, o meglio il sequestro, perchè di questo in effetti si è trattato, dei tre operatori di Emergency in Afghanistan, Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani, dimostra ancora una volta come sia maledettamente difficile essere operatori di pace laddove ogni giorno la violenza della guerra impone il suo tragico tributo di sangue e di morte. Dove impera la legge della violenza "non puoi non schierarti" ed è proprio questo il grande "peccato" di  Emergency: non schierarsi. I suoi medici curano tutti quelli che ne hanno bisogno senza alcuna distinzione di etnia, di fazione, di religione. Ogni uomo che si presenta negli ospedali di Emergency è trattato con umanità e professionalità senza preclusioni e senza distinguere se è dei "nostri" o se è dei "loro". E' questo che da fastidio ai "signori della guerra", oltre al fatto che gli uomini di Emergency raccontano ogni giorno l'assoluta ingiustizia e follia della guerra,  perchè ne vivono il dramma nei corpi dilaniati, nelle vite spezzate, nelle famiglie distrutte. Gino Strada ha sempre denunciato tutto ciò e la sua non è una denuncia sterile. Insieme ai suoi collaboratori, si piega sui feriti, sui mutilati e risponde alla violenza delle armi con una forma altissima di compassione e di non violenza attiva. Gli ospedali di Emergency hanno standard qualitativi anche superori a quelli di molti ospedali italiani e dell'occidente "sviluppato" e lavorano, in maniera indipendente, in regioni del mondo poverissime dove rappresentano l'unica forma di assistenza medica. E' il ribaltamento della "logica" della sopraffazione e dello sfruttamento. Forse è proprio questo essere per l'uomo a latitudini dove la vita umana è ritenuta un niente a non piacere a qualche potente avezzo ormai a considerare le vittime come banali effetti collaterali.

(Sabato, 24 aprile 2010)

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CHIESA EVANGELICA VALDESE


 
 

 

 

 

 

 

 

 

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