| In nome della Chiesa....ma quale? |
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In fondo si trattava solo della prolusione a una sessione del vertice della CEI. In altre parole il card. Bagnasco ha presentato semplicemente i temi che il Consiglio nazionale della Conferenza episcopale sta affrontando in questi giorni. E invece il suo intervento è stato presentato come la presa di posizione ufficiale della Chiesa italiana. Il card. Resta perciò la domanda fondamentale: chi rappresenta il card. Bagnasco? Se parla semplicemente a nome del Papa, è inutile che convochi un consiglio di vescovi. Se parla a nome dei vescovi, sarebbe meglio aspettare che essi si esprimano nella sede appropriata, cioè nella seduta del consiglio. Resta comunque la domanda: che cosa ne pensano gli altri vescovi, quelli che non fanno parte del Consiglio permanente della CEI? Forse hanno tutti le stesse idee di Bagnasco, ma forse la pensano diversamente. Chi lo sa? E infine mi domando se il card. Bagnasco e gli altri vescovi rappresentano veramente i semplici cristiani, quelli che vanno a messa alla domenica, quelli che finanziano la chiesa con l'8 per mille, i sacerdoti, le suore, i religiosi, i missionari. Forse sono tutti d'accordo con il card. Bagnasco, ma ho l'impressione che ci siano tanti pareri diversi. Ma non hanno voce in capitolo e anche i media si disinteressano di loro. Forse è questa la grande debolezza della Chiesa oggi. Gaetano Rocca (Martedì, 1 febbraio 2011)
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Bagnasco potrebbe avere consultato i suoi colleghi prima di fare il discorso. Invece si sa che si è consultato con il Papa. Adesso i vescovi del Consiglio avranno il coraggio di dissentire, di esprimere un parere diverso? Temo proprio di no. Al termine della sessione lo stesso card. Bagnasco ribadirà le stesse cose dette all'inizio.