L’altra sera ho visto il film “L’ultimo pellerossa” di Y. Simenau. Racconta la storia di come, quasi sul finire dell’ottocento, gli Stati Uniti d’America espropriarono le terre degli indiani nativi d’America. Quelle terre erano tutto per gli indiani, assicuravano loro la sopravvivenza materiale, ma anche spirituale perché alcune erano veri e propri luoghi sacri e di culto. Con l’inganno di accordi poi non mantenuti, ma soprattutto con la violenza delle armi, i nativi furono costretti ad abbandonare i territori che da secoli occupavano con le loro tribù ed a insediarsi nelle riserve dove furono preda di fame e malattie. Si consumò un vero e proprio genocidio nel nome delle strade ferrate e del progresso. E’ una storia che andrebbe raccontata anche nelle scuole perché i ragazzi dovrebbero sapere da dove veniamo, qual è stato il prezzo della modernità e come intere popolazioni e culture furono violentate e sradicate. Ma, la storia la scrivono sempre i vincitori.

Bisognerebbe anche avere il coraggio di chiedere scusa e riconoscere equi risarcimenti ai discendenti di quei popoli, alcuni dei quali coraggiosamente hanno ancora la forza di combattere battaglie legali contro il governo degli Stati Uniti.

Facendo il parallelo, viene poi da pensare alle “grida”, ormai quotidiane, sui pericoli dell’invasione dei migranti, che con le “carrette del mare” sbarcano sulle nostre coste alla ricerca di un po’ di fortuna, ed ai conseguenti provvedimenti dei diversi “pacchetti sicurezza”. Chissà quali pacchetti sicurezza avrebbero adottato, se avessero potuto, gli indiani nativi d’America e tutti i popoli prevaricati con la violenza, in nome della civiltà, contro gli invasori europei?

(Giovedì, 23 aprile 2009)

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CHIESA EVANGELICA VALDESE


 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pavese

I capolavori

Alcune delle più belle opere di Cesare Pavese. (5 dicembre 2022)

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Massimo Recalcati

La Legge della Parola. Radici bibliche della psicanalisi.

Una lettura psicanalitica di alcune storie del Vecchio Testamento, anche attraverso il riferimento a Freud e Lacan. Un esperimento interessante, in alcuni passaggi forse troppo estremo. (19 agosto 2022)

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Yann Redaliè

I vangeli. Variazioni lungo il racconto. Unità e diversità del Nuovo Testamento.

I vangeli non rappresentano un monolite, ma dispiegano i loro racconti nella varietà letteraria e teologica della loro composizione. Sono storie aperte alle diverse letture, ma ciò non né pregiudica l'unità del loro scopo: la testimonianza dell'incarnazione, della morte e della resurrezione di Gesù. (19 agosto 2022)

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Amos Oz

Gesù e Giuda

Amos Oz "contesta" la narrazione dei Vangeli su Giuda. E' il traditore o colui che ha creduto più di tutti in Gesù, il primo e ultimo cristiano? (28 giugno 2022)

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Giuseppe Gervasi

Dietro una porta ho atteso il tuo respiro

Un racconto delicato di una storia di dolore. Una coppia appena sposata, con tanti progetti in cantiere, si trova catapultata nel vortice di una malattia terribile. La storia però è un inno alla speranza, all'amore e all'amicizia, alla ricerca della felicità. (24 giugno 2022)

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Giuseppe Berto

La Gloria

Quasi un Vangelo secondo Giuda. La storia di Gesù, osservata attraverso uno dei possibili angoli visuali di Giuda, entra nel mistero del suo profilo psicologico, della sua autocoscienza. La domanda che rimane irrisolta, agli occhi dell'autore, è: fu sacrificio o fu assassinio? (12 giugno 2022)

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Anna Politkovskaja

La Russia di Putin

La giornalista russa, assassinata il 7 ottobre 2006, concludeva questo suo scritto del 2005 dicendosi amareggiata e incredula per l'indifferenza dell'Europa, abbagliata dal petrolio, dal gas, dai soldi facili degli oligarchi, nei confronti del regime criminale e sanguinario di Putin. Una miopia che si è svelata drammaticamente con l'aggressione all'Ucraina del 24 febbraio 2022. (7 maggio 2022)

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Amos Oz

Giuda

Giuda è stato il davvero il traditore di Gesù o il suo più fedele seguace? Sul filo di questa domanda si dipana il racconto che gira intorno ad un periodo della vita del giovane Shemuel Asch che tra la fine del 1959 e l'inizio del 1960, dopo aver rinunciato agli studi all'Università di Gerusalemme, va a vivere per tutto l'inverno da Gershom Wald, un settantenne cui presta assistenza, e Atalia Abrabanel, la nuora di Gershom della quale Shemuel si invaghisce. In sottofondo, fanno da eco gli eventi drammatici della nascita dello Stato d'Israele. (31 marzo 2022)

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Gabriele Boccaccini

Le tre vie di salvezza di Paolo l'ebreo - L'apostolo dei gentili nel giudaismo del I secolo

Paolo non è stato un apostata dell'ebraismo. La sua non è stata la "conversione" sulla via di Damasco. A partire dalla propria esperienza di rivelazione di Gesù, ha aderito a quella che era la posizione apocalittica del giudaismo, una delle tante "versioni" dell'ebraismo del Secondo Tempio. Paolo poi non ha mai detto di volere abrogare la Torah. Aldilà delle letture fatte nei secoli, Paolo non fu neanche intollerante perché il cuore del suo messaggio non designava Gesù Cristo come unica fonte di salvezza, non c'erano precorsi separati per ebrei e gentili, ma gli ebrei hanno la Torah, i gentili la loro coscienza e le pecore perdute (sia ebrei che gentili) hanno Cristo per la giustificazione (non la salvezza) dei loro peccati. (5 febbraio 2022)

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David Mathis

Le abitudini della Grazia

Come possiamo coltivare la Grazia di Dio che è in noi? Alcuni semplici consigli per non dimenticarci che abbiamo un tesoro prezioso da innaffiare e curare ogni giorno. (25 gennaio 2022)

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