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Ricordo e preghiera

Ricordiamo Paolo Borsellino a diciassette anni dalla strage di via D'Amelio e preghiamo per lui e per tutte le vittime della violenza mafiosa.

 

 

 

 

 

(Domenica, 19 luglio 2009)


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Il divo

Qualche sera fa ho avuto l’occasione di guardare il film “Il divo” di Paolo Sorrentino con Toni Servillo. Debbo dire che, prima della visione, ero abbastanza scettico sul fatto che si rappresentasse la storia di un persona così controversa come Giulio Andreotti la cui parabola umana non è ancora conclusa. Ma già dalle prime sequenze ho dovuto cambiare idea. Il film è bellissimo ed è interpretato magistralmente da un grandissimo Toni Servillo. Scorrono davanti agli occhi, come tanti flashback, le vicende più torbide della storia italiana recente. Dal rapimento e dall’uccisione di Aldo Moro, alla P2, agli omicidi eccellenti di mafia. In questo intreccio il filo conduttore è la presenza quasi immanente del divo Giulio con il suo attaccamento al potere, ma anche con le sue debolezze umane, i sui tic, le sue emicranie, la sua solitudine, anche la sua insopprimibile angoscia per la tragica fine di Moro. Lui ha la piena consapevolezza del ruolo che gioca nella partita del potere e il film lo immortala nelle sue battute disarmanti e nella sua ironia pugnace. Esemplare a tal riguardo è il dialogo con Eugenio Scalfari. Quando, dopo una serie di domande pressanti e insinuanti del fondatore de “La Repubblica”, il divo Giulio gli rinfaccia il suo intervento per il salvataggio del gruppo “L’Espresso”dall’acquisizione da parte di Berlusconi e Scalfari ribatte che la faccenda è molto più complessa, allora Andreotti chiude il discorso dicendo che anche le questioni che il giornalista gli ha sollevato sono molto più complesse.

Il film apre la mente sugli  aspetti reconditi del potere, su quello che il volto televisivo dei potenti non ci comunica, una certa forma di cinismo dove il fine giustifica i mezzi, e quali mezzi! Proprio da questo punto di vista sono eccezionali i dialoghi del divo con il suo confessore e le sue personali considerazioni sulla necessità del male per garantire il bene, necessità di cui, secondo questa visione, anche Dio è consapevole.

A mio parere però la pellicola non esprime un giudizio sul personaggio. Lo spettatore è lasciato lì con le sue riflessioni e con la voglia immediata di rivederlo.

(Giovedì, 9 luglio 2009)


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No ai bambini invisibili

Con l'approvazione definitiva del pacchetto sicurezza è stato introdotto nel nostro Paese il reato di immigrazione clandestina. L'entrata in vigore della Legge impedirà ai genitori senza permesso di soggiorno di iscrivere i loro figli all'anagrafe. Ciò comporterà l'esclusione di questi bambini da diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione e dalle Convenzioni internazionali. E' questa la denuncia di Terre Des Hommes. Non si può restare indifferenti di fronte ad una tale ingiustizia. Firmiamo l'appello sul sito dell'organizzazione non governativa

(Venerdì, 3 luglio 2009)


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In nome di Neda. Solidarietà e amicizia ai giovani iraniani in piazza per la libertà.

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e amicizia ai giovani iraniani che in queste ore stanno lottando, a rischio della propria vita, per l'affermazione dei principi di libertà e democrazia contro un regime teocratico, tirranico e violento.

Si chiamava Neda la ragazza uccisa dalla polizia e ripresa in un video. Secondo un post trasmesso da Twitter apparso sul sito di opposizione loftan.org, la strada di Teheran dove la ragazza sarebbe stata uccisa, via Amirabad, sarebbe stata ribattezzata dai contestatori "via Neda".

(Domenica, 21 giugno 2009)

 


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Stop alle intercettazioni. Morte della giustizia e bavaglio all'informazione?

Disegno di legge sulle intercettazioni, riflettiamo ascoltando il pensiero del Procuratore Generale di Torino, Giancarlo Caselli.

Il pensiero di Giancarlo Caselli sul disegno di legge governativo sulle intercettazioni

(Sabato, 13 giugno 2009)

 


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In ricordo di un grande uomo

L’11 giugno 1984 moriva Enrico Berlinguer, segretario del partito comunista italiano, ma soprattutto uomo del dialogo e di forte rigore morale e etico. In quest’Italia disillusa, astensionista e dal pensiero debole si sente la mancanza di uomini della sua coerenza e della sua statura politica, capaci di appassionare le persone sulle idee forti.

Lo ricordiamo oggi che ricorre il venticinquesimo anniversario dalla sua scomparsa.

(Giovedì, 11 giugno 2009)


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Andiamo a votare

Le elezioni europee di oggi e domani 7 giugno 2009 rappresentano un appuntamento importante per i cittadini dell’Unione che sono chiamati a rinnovare la composizione del Parlamento comunitario.

E’ un appuntamento da non mancare. Spesso l’Europa ci viene raccontata come qualcosa di lontano, fatta di istituzioni e di burocrati di cui non si riesce a percepire l’utilità e l’importanza. Ma non è così. 

Anzitutto, l’Europa unita ci ha già assicurato più di cinquanta anni di pace. Se solo pensiamo che nazioni come la Francia, la Germania, l’Inghilterra, l’Italia che si facevano la guerra a ogni muoversi di foglia, con le conseguenze drammatiche che ogni conflitto armato comporta (basta pensare ai milioni di morti e alle distruzioni della prima e seconda guerra mondiale), mentre oggi vivono in pace e anzi cooperano, pur con tutte le difficoltà del confronto politico, ci convinciamo come sia importante mantenere alta l’attenzione sulla necessità che le istituzioni comunitarie siano rafforzate e siano promosse nello sforzo di pervenire a un’ancora maggiore coesione tra i popoli europei. Questo ancor di più oggi, in un momento in cui forze politiche nazionaliste, xenofobe e razziste stanno tentando di riportare indietro l’orologio della storia facendo leva sulla paura delle persone e sul loro senso di insicurezza pure derivante dalla crisi economica.

Un altro buon motivo per andare a votare è che, ormai, l’ottanta per cento delle nuove leggi è di diretta o indiretta derivazione comunitaria. La maggior parte delle norme che si applicano in tema di politiche agricole, di diritti dei consumatori, di rapporti economici e sociali proviene dagli organi politici e legislativi dell’Unione Europea. Tanti diritti si sono potuti affermare grazie all’Unione Europea e molti cittadini riescono a vedersi riconosciuti le loro ragioni con sentenze della Corte di Giustizia Europea alla quale possono rivolgersi, ormai per molte materie, direttamente. Quindi, l’Unione Europea è molto più vicina alle nostre vite quotidiane e ai nostri problemi più di quanto ci immaginiamo e riusciamo a percepire.

Un ultimo motivo, ma forse il più importante, per recarci ai seggi è che il diritto-dovere al voto andrebbe sempre esercitato. Milioni di persone hanno sacrificato la loro vita per la nostra libertà e donarci la possibilità di scegliere i nostri rappresentanti nelle istituzioni. Con l’esercizio del voto come cittadini ci riappropriamo della nostra sovranità e della possibilità di decidere, non delegando alcun altro a farlo per noi.

Queste elezioni, poi, attraverso il meccanismo importante delle preferenze, per fortuna mantenuto a differenza del “porcellum” che regola il rinnovo di Camera e Senato italiani, ci consentono di scegliere i candidati che riteniamo più idonei a svolgere il mandato che con il nostro voto affideremo loro.

Quindi coraggio, tessera elettorale, documento di riconoscimento e via ai seggi per decidere del nostro futuro.

(Sabato, 6 giugno 2009) 


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