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Feste piene, Chiese vuote

Cosa rimane delle “spettacolari folle oceaniche” che hanno “riempito” le feste patronali di questa estate? Restituiti alla “normalità” e alla “ferialità” di settembre, pare che tutte quelle persone siano evaporate come un sogno di mezza estate che svanisce. E’ desolante dover constatare come a “feste piene” corrispondano poi alla domenica “chiese vuote”. Di tutto quel “rumore”e anche di quelle “rumorose processioni”, non solo in senso figurato, non rimane nulla. E, paradossalmente, dobbiamo pure essere contenti perché tutto quel “rumore” non ha niente a che fare con la fede.

(Domenica, 13 settembre 2009)


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I migranti nel pacchetto sicurezza

Ormai da qualche tempo nel nostro Paese i migranti sono considerati una minaccia, per noi, per la nostra sicurezza, per la nostra identità di popolo, per il nostro benessere, come se fossero venuti a portarci via qualcosa.
Questa che stiamo vivendo è una stagione livida, crudele, intollerante e piena di conflitti perché esclude dall'ordine giuridico, politico e sociale i diritti di alcune persone come i migranti.
La legge sulla sicurezza, approvata il 2 luglio scorso, fa apparire il migrante come un criminale rischiando così di trasformare un complesso evento sociale, come l'immigrazione, che deve essere gestito nel rispetto della dignità della persona e dei trattati internazionali, in un fenomeno criminale e delinquenziale.

Con questa legge sono stati introdotti:
- il reato di clandestinità: come se il clandestino che entra nel nostro paese fosse a priori un criminale;
- i centri d’identificazione ed espulsione: è aumentato il periodo di permanenza fino a sei mesi;
- i clandestini non potranno più accedere ai servizi pubblici perché chi svolge la funzione di pubblico ufficiale, ha l'obbligo di denunciare chi è senza documenti: tanti non andranno a curarsi, dai medici di base o all'ospedale e tanti bambini non andranno a scuola;
- per la registrazione all'anagrafe di qualunque atto: nascita, matrimonio ecc. è necessario il permesso di soggiorno, per cui il clandestino non andrà a denunciare la nascita del figlio e avremo tanti bambini invisibili;
- il permesso di soggiorno e l'acquisizione della cittadinanza italiana saranno a pagamento (da ottanta a 100 euro).
Questo in sintesi recita la legge. Il migrante in questa legge è considerato come un cittadino di seconda e terza categoria trattato senza alcun rispetto e senza diritti.
Forse abbiamo dimenticato che all'inizio del secolo scorso, molti nostri connazionali, parlo di tutta l'Italia, sono emigrati e per lo più erano clandestini (ed anche oggi c’è) verso le Americhe o i paesi del nord Europa, in cerca di una vita più dignitosa; erano famiglie intere, giovani in cerca di un futuro; tra di loro forse qualcuno che aveva problemi con la giustizia. Non tutti erano criminali anche se clandestini e nessuno dei paesi ospitanti, penso, li abbia mai considerati tali. E la storia sembra ripetersi, con la differenza che oggi siamo noi il paese ospitante.
In questi giorni ho sentito parole di giubilo, di soddisfazione, per questa legge, come se la sua approvazione risolvesse i problemi del nostro paese, dimenticando che le parole hanno un peso molte di esse incitavano all'odio, alla violenza e al razzismo: non ho sentito parole di accoglienza, di solidarietà e di condanna per come sono trattati i migranti (vedi respingimenti) da parte di coloro che si ergono a difesa della nostra fede e delle nostre radici cristiane.
Non ho sentito da parte di tutta la chiesa italiana, di tutti i fedeli cristiani, parole chiare e forti a difesa dei diritti e della dignità degli immigrati. Non possiamo dire mettiamo al centro della nostra pastorale la persona umana, gli ultimi e poi non spendere una parola per la persona del migrante. Non siamo credibili. Non ha senso.
"Ero forestiero e mi avete accolto" dice il Signore; tutti noi cristiani siamo obbligati a osservare quello che Gesù ha detto e la sicurezza non deve essere contro l'accoglienza del migrante, contro la dignità della persona. Papa Giovanni XXIII nel Maggio 1963 ha detto "Ora più che mai, certo più che nei secoli passati, siamo intesi a servire l'uomo perché tale e non solo i cattolici, a difendere anzitutto e dovunque i diritti della persona umana e non solo quelli della Chiesa Cattolica."
Non ho visto da parte dei cattolici che sono in parlamento il voto contrario a questa legge che, di fatto, viola diversi articoli della nostra Costituzione in modo particolare il 2°, il 3° e il 32° e diversi trattati internazionali come la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e la Convenzione dei diritti dell‘infanzia. Si rischia, continuando su questo percorso, di consegnare una massa di non cittadini a organizzazioni criminali che si "occuperanno" del loro alloggio, dei loro risparmi, della loro salute, dei loro bambini, rendendo più fragile e insicuro il nostro paese. A guardare bene, il nostro paese sta diventando provinciale, chiuso in se stesso e a poco a poco ci isolerà dal resto del mondo e mentre il mondo è ormai multietnico, noi rifiutiamo gli stranieri che ci mettono a contatto con culture ed etnie diverse, dimenticando che il popolo italiano è un miscuglio di etnie e culture ed è, dalle sue origini, multietnico. Tutti noi, penso, dovremmo interrogarci sul nostro futuro, sul futuro dei nostri figli e della nostra società. Vogliamo una società aperta al dialogo, accogliente, senza pregiudizi, solidale, pacifica, rispettosa delle persone o una società, egoista, capace solo di difendere i propri privilegi, i propri averi e di alzare barriere tra sé e gli altri? A noi la scelta.
Il futuro si costruisce nel presente con le scelte che siamo capaci di prendere e di attuare come persone, come cristiani e come società.

                                           Teresa Melissari 

(Giovedì, 27 agosto 2009)


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Premiati i vincitori della 1^ edizione del Concorso letterario "L'Officina: Idee per la cultura"

Si è svolta mercoledì 19 agosto, nello splendido scenario del Piazzale Bellavista di Chiaravalle Centrale, nell’ambito del caffè letterario “Bar del Corso”, la serata speciale di premiazione della 1^ Edizione del Concorso letterario di poesia “L’Officina: Idee per la cultura” indetto dall’omonima associazione culturale.

Com’era negli intenti degli organizzatori, è stata una bella kermesse globale durante la quale alla poesia sono stati affiancati altri generi artistici ed in particolare la musica e il teatro.

La poesia, finalmente, a dimensione popolare. E’ stato anche questo il filo conduttore dell’iniziativa. Erano infatti presenti persone di tutte le generazioni e delle più svariate appartenenze sociali, e tutti hanno potuto godere della lettura di opere che hanno spaziato da Pablo Neruda a Leonida Repaci, ad artisti locali. Insomma, una bella dimostrazione che è possibile fare cultura coinvolgendo le risorse del territorio e soprattutto i giovani che, nei diversi momenti della serata, hanno regalato la loro voce, i loro sentimenti, la loro passione nell’interpretazione di parole e musica.   

La serata è stata articolata in due fasi. La prima dedicata alla sezione del concorso sul tema “Chiaravalle” che ha avuto il culmine con la premiazione delle prime tre opere classificate e della menzione speciale “Bar del Corso”, nell’ordine: 1) “Il mio paesino inventato” di Daniela Iozzo, 2) “Ricordo” di Mario Domenico Gullì, 3) “A Chiaravalle Centrale” di Giuseppe Celli, menzione a “Pellegrinaggio” di Francesco Macrina;

La seconda fase rivolta, poi, alla sezione del concorso a “Tema libero” si è conclusa con la premiazione dei primi tre componimenti classificati e con l’altra menzione speciale “Bar del Corso”, nell’ordine: 1) “Un Uomo in dono” di Gregorio Calabretta, 2) “Specchio di mare” di Roberto Cossari, 3) “All’Italia per la morte dei suoi campioni” di Paolo Battaglia, menzione a “Aprile amaro” di Antonio Fiorita.

Nel corso della manifestazione sono stati ricordati due illustri personaggi che negli anni passati hanno contribuito alla crescita culturale di Chiaravalle Centrale: Don Saverio Bevivino, parroco e scrittore, e Gianni Carotenuto, attore e scrittore. Di entrambi sono state lette alcune delle loro poesie. “L’Officina: Idee per la cultura” ha voluto ricordarli anche consegnando ai rispettivi familiari delle pergamene ricordo.

guarda le foto

i video dell'evento puoi guardarli sul canale YouTube Officina

(Giovedì, 21 agosto 2009)


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Stasera la premiazione della 1^ edizione del Concorso letterario "L'Officina: Idee per la cultura"

È ormai tutto pronto per la serata speciale di premiazione del Concorso di poesia “L’Officina: idee per la Cultura”, alla sua prima edizione, che si terrà questa sera. Competizione articolata in due sezioni: “tema libero” per inediti  in lingua italiana e “Chiaravalle Centrale” in lingua italiana e dialetto. Un’iniziativa voluta e promossa dalla omonima associazione “L’Officina: idee per la Cultura”, per promuovere talenti, ma anche per  dare un proprio stimolo di vitalità alla cittadina, cercando di riscoprine le tradizioni, la storia, il legame,  con la sezione “Chiaravalle”. Non solo, l’associazione “L’Officina: idee per la Cultura” ha voluto fare di più, coinvolgendo nei vari momenti che animeranno e arricchiranno la serata, tanti giovani e giovanissimi del luogo, ivi impegnati e residenti, come  anche tanti giovani e non più giovani di ritorno nella terra di origine per le vacanze estive.

L’associazione promotrice  della competizione letteraria, intanto, in attesa dell’ufficializzazione del  responso della giuria e ella proclamazione dei vincitori che avverrà nel corso della manifestazione che  si terrà questa sera dalle ore 21.30  a Chiaravalle, nell’ambito del caffè letterario “Bar del Corso”, nei pressi di Piazzetta Bellavista, ha dichiarato la propria soddisfazione per il numero e l’apprezzabile e buon livello dei componimenti pervenuti.

 

(Mercoledì, 19 agosto 2009)


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Caffè Letterario "Bar del Corso"

Si svolgerà mercoledì 19 agosto, alle ore 21.30, nelle immediate adiacenze del Bar del Corso - Piazzetta Bellavista di Chiaravalle Centrale, il Caffè Letterario "Bar del Corso". Nel corso della serata speciale, organizzata dall'associazione "L'Officina: Idee della Cultura", avrà luogo la proclamazione  e la premiazione dei vincitori della 1^ edizione del Concorso Letterario "L'Officina: Idee per la Cultura". La manifestazione sarà arricchita dalla presenza di numerosi ospiti e da tante sorprese.

Insomma, un'occasione per passare una serata insieme all'insegna della poesia e della bellezza.

(Mercoledì, 12 agosto 2009)


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1^ Edizione Concorso Letterario "L'Officina: Idee per la cultura" - Caffè letterario "Bar del Corso"

L'associazione "L'Officina: idee per la cultura" indice la prima edizione del concorso letterario di poesia   “L‘Officina: Idee per la Cultura”.

Il concorso si divide in due sezioni: una a tema libero e l’altra dedicata al tema “Chiaravalle Centrale” (per quest'ultima saranno ammissibili opere sia in italiano che in dialetto).

I componimenti non devono superare i cinquanta versi.

Possono essere presentate al concorso solo composizioni inedite.

Ogni concorrente può presentare un solo componimento, pena l’esclusione del concorso.

Ogni composizione deve essere presentata in cinque copie (in fotocopia o dattiloscritte) non firmate.  

La partecipazione al concorso è aperta a tutti e gratuita.

Gli elaborati devono essere messi in una  busta, insieme ad un'altra di formato minore e non trasparente, all'interno di tale busta più piccola deve essere riposto un foglio sul quale siano riportati: 

·      Dati anagrafici (nome, cognome, data di nascita, indirizzo e recapito telefonico, eventuale indirizzo email);

·      Titolo componimento;

·      Se trattasi di partecipazione di  minorenne l’autorizzazione di un genitore (o di chi ne fa le veci). 

Il plico, così completato, che dovrà riportare, all’esterno della busta grande, il riferimento della sezione di concorso,  deve essere inviato tramite posta, senza indicazioni del mittente,  al seguente indirizzo: Associazione “L’Officina: Idee per la Cultura”, c/o “Bar del Corso – Via Gregorio Staglianò – 88064 Chiaravalle Centrale (Cz), o consegnato a mano allo stesso indirizzo. 

Gli elaborati dovranno pervenire al suddetto indirizzo entro e non oltre il 10 agosto 2009 (a tal fine si precisa che non farà fede il timbro postale dell’ufficio postale accettante). 

Per informazioni scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

scarica il bando integrale

(Domenica, 26 luglio 2009)

 


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Testimoni di giustizia. Comunicato stampa Commissione Diocesana per la promozione della giustizia, la pace e la salvaguardia del creato

            A pochi giorni di distanza dal diciassettesimo anniversario della morte della giovane siciliana Rita Atria, un nuovo gesto di violenza ci richiama a non far venire meno il nostro impegno ecclesiale a fianco dei Testimoni di Giustizia.

La nostra Chiesa diocesana appena poche settimane fa si interrogava sulla testimonianza quale strumento privilegiato di evangelizzazione.

E’ sommamente importante riconoscere sempre l’alto valore etico della scelta di coloro i quali non esitano a pagare un prezzo molto elevato –spesso insopportabile- pur di non accettare il ricatto mafioso. Ancora più importante è che accanto a quella scelta si ritrovi, compatta, tutta la società civile, a cominciare dai suoi più alti livelli istituzionali, senza trascurare il ruolo imprescindibile di ogni singolo cittadino.

Ciascuno di noi è un potenziale Testimone di Giustizia. Ciascuno di noi deve saper testimoniare la sua prossimità a coloro che Testimoni di Giustizia lo sono qui ed oggi.

Il nostro pensiero va quindi a Pino Masciari, destinatario del messaggio intimidatorio delle ultime ore. Ma va pure alla giovane donna che da giorni protesta dinnanzi alla Prefettura di Crotone a causa dei molti disagi cui deve far fronte a causa della sua condizione: disagi che non sempre e non solo sono dovuti all’arroganza del potere mafioso e per i quali è dunque urgente ed indifferibile un adeguato intervento delle Istituzioni a ciò preposte.

Il nostro pensiero va alla “siciliana ribelle” Rita Atria, il cui prematuro sacrificio ci richiama alla necessaria corresponsabilità del contesto sociale ed istituzionale.

Il nostro pensiero va a tutti coloro che non conosciamo e di cui ignoriamo le storie.

Da allora molte cose sono cambiate e molti Testimoni di Giustizia non sono più soli, nemmeno di fronte ai rigurgiti di violenza. Ma molte altre devono ancora migliorare perché non si perda memoria di nessuno, perché ciascuno ci sia caro e presente, perché la sua storia sia anche la nostra storia.

Insieme, così, testimoni di una Giustizia saldamente resistente a qualunque minaccia o ricatto.

(Catanzaro, 22 luglio 2009)

 

Commissione per la Promozione della Giustizia, la Pace e la Salvaguardia del Creato

Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace

 


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